29/08/2014

Omosessualismo e gender: la chiara presa di posizione dell’Arcivescovo Bressan di Trento

L’arcivescovo metropolita di Trento, S.E. Mons. Luigi Bressan, ha rilasciato un’intervista chiara ed inequivocabile a Vita Trentina sull’ideologia gender e sull’omosessualismo. Il  tema è all’ordine del giorno del Consiglio provinciale, che si appresta a votare una proposta di legge contro l’omofobia (DDL Civico), basata su tre progetti presentati in tempi recenti, sulla falsariga della legge Scalfarotto.

Mons. Bressan ha ribadito la cura pastorale che la Chiesa deve riservare ad ogni persona, in qualsiasi condizione di vita, ma “sotto l’aspetto etico, non ogni atto è eguale, mentre la castità, virtù forte, è per tutti. Avere una tendenza non è peccato ed anche uno che la abbia omosessuale può diventare santo”.

Ritiene che – rispetto alla questione omofobia –  il Trentino “abbia problemi ben più urgenti e che interessano quasi tutti i cittadini: situazione occupazionale; crisi economica ...; il fluido delle politiche nazionali sull’autonomia; calo della produttività industriale e del settore edile, fragilità delle famiglie, rifugiati da accogliere, cultura della pace, ecc .”

Ha inoltre evidenziato – a titolo personale, e dopo aver premesso che non intende interferire nel lavoro dei politici – un difetto grave dei progetti di legge, frutto della pressione di lobby potenti operanti a livello internazionale, nazionale e locale:  “l’assenza di una garanzia per la libertà di chi nella vita quotidiana, per motivi religiosi o filosofici, dissente dalle impostazioni proposte dalla legge”. Ed inoltre: “Mi sembra che non si parli nemmeno della famiglia, ma tutto è rimesso alla scuola…e ad associazioni gay-lesbiche. E’ misconoscere il diritto primario dei genitori… ed esso è soprattutto importante nella educazione sessuale. Gli psicologi ci dicono che in età evolutiva si deve esser molto delicati per non disorientare e creare poi disagio per tutta la vita”. E prosegue: “La maggiore criticità è che la Provincia Autonoma di Trento appare abbracciare la “ideologia del genere”, cioè il diritto di scegliersi a quale genere appartenere… (ne hanno contati fino a 103 tipi diversi, mentre non è mai stato individuato nessun gene oggettivo dell’omosessualità, ma vi sono quelli oggettivi della differenziazione sessuale). Inoltre, con il testo proposto, la Provincia si affiderebbe ad associazioni gay-lesbiche . Ora essa dovrebbe restare sopra le, e fuori delle, associazioni di qualsiasi tipo, pur dialogando con tutte loro. Infine (ma solo per limitarmi a tre aspetti) in più passaggi si parla di indottrinare i ragazzi nella scuola (con frasi diverse, ma concordanti)”.

Redazione

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