22/04/2016

Omofobia vera, delle lobby LGBT, e diritti delle persone LGBT

La libertà di coloro che provano attrazione per  persone dello stesso sesso, i (veri) diritti civili delle persone LGBT, sono calpestati dall’omofobia (vera e sostanziale) di quelli come il Southern Poverty Law Center (SPLC) e tanti altri gruppi LGBT che si proclamano a parole paladini delle persone con tendenze omosessuali.

La denuncia proviene da Walt Heyer un ex transessuale che si dedica da anni al sostegno delle persone in crisi con la propria identità sessuata e con il proprio orientamento sessuale.

Per esempio – scrive Heyer su The Public Discourse – nello scorso febbraio, la SPLC e altre organizzazioni LGBT hanno denunciato l’associazione People Can Change (PCC) che offre aiuto e sostegno a chi si trova a disagio col proprio orientamento sessuale, a coloro che non sono felici di provare attrazione per le persone dello stesso sesso e desiderano recuperare l’eterosessualità latente in loro.

E invece i veri omofobi vogliono sanzionare tutti coloro che offrono “terapie riparative” o “terapie di conversione” a chi chiede liberamente ne chiede.

Anche se qui da noi non siamo ancora arrivati alle denunce per violazione di legge, sappiamo bene quanto si scatenino i media in casi analoghi (ne sanno qualcosa i volontari di Courage, o del Gruppo Lot e l’amico Luca Di Tolve). Sappiamo, anche qui da noi , di illustri professionisti sospesi dall’ordine in alcune regioni per aver offerto aiuto terapeutico a persone che si trovavano a disagio col proprio orientamento sessuale.

La SPLC chiede alle autorità di impedire alla PCC di mostrare le testimonianze di prima mano di persone che vogliono condividere esperienze di libertà e di pace. Questo è vero odio per le persone omosessuali, questo è voler deprivare dei liberi cittadini del diritto di migliorare la loro situazione, di superare una loro sofferenza, di accedere a delle terapie per il proprio benessere.

Transessualismo_Walt-Heyer_transgenderLe lobby LGBT  devono a tutti i costi far passare la convinzione che “si nasce così” e non c’è modo di cambiare. Paradossalmente si può “cambiare” genere, anche più volte, si possono cambiare chirurgicamente gli attributi sessuali, ma l’orientamento sessuale, no: quello è immutabile! Perciò, chi potesse provare che una persona non nasce omosessuale, o che una persona non nasce transgender, dovrà essere bandito e messo fuori legge. Le testimonianze di quelli che invece hanno cambiato e hanno trovato pace, equilibrio e serenità (come lo stesso Heyer) vanno censurate.

Se la “terapia di conversione” non funzionasse, non ci sarebbe nessuno a chiedere di potervi accedere. Non ci sarebbe bisogno per il Southern Poverty Law Center di fare denunce. Invece queste terapie riparative funzionano e rendono le persone felici.  I tempi dei metodi coercitivi e violenti di chi voleva “curare i gay”, sono lontani. Erano metodi inumani, dannosi e inefficaci.

Oggi, Heyer, per quanto riguarda il transgenderismo, testimonia l’efficacia della terapia cognitiva tradizionalmente utilizzata dagli psicoterapeuti per ogni problema psicologico.  

Rich Wyler, fondatore del PCC, invece, spiega che loro usano un sistema di auto-aiuto, tra pari, sempre e comunque con persone che si avvicinano al gruppo ( e se ne vanno, se vogliono) in piena libertà.

E poi c’è il metodo di Nicolosi, quello di Di Tolve (che non offre una “terapia psicologica” in senso “curativo”, ma la possibilità di un cammino spirituale, interiore, alla ricerca della verità del proprio essere...) certo non tutto va bene per tutti. E ci sarà pure chi è ben contento del suo orientamento omosessuale: lo viva in pace, allora, senza imporre niente agli altri e senza vietare il fondamentale diritto a cambiare a chi si volesse cambiare.

Noi che sono venuti fuori dallo stile di vita LGBT e abbiamo trovato la serenità e la soddisfazione che avevamo desiderato per tutta la vita, siamo orgogliosi e felici del nostro cambiamento. Le nostre vite sono la prova dell’efficacia di queste terapie per alcuni individui, indipendentemente da ciò che i detrattori fanno per screditarle o di vietarle”, scrive Heyer.

Ho incontrato tanti gay, lesbiche, e transgender  che hanno condiviso la mia stessa esperienza. Perché alcuni odiano così tanto le persone con tendenze omosessuali o con disforia di genere da voler loro impedire di provare a cambiare?”

Già oggi esistono leggi, per esempio in New Jersey, o in California, che vietano ai professionisti di offrire consulenza e aiuto a persone con tendenze LGBT: ai minori sono costretti ad offrire terapie ormonali per  bloccare la pubertà. Heyer, che è stato lui stesso un bambino con disforia di genere, inorridisce di fronte alla perversità di tali bugie: perché è una bugia prospettare a una persona con disforia di genere la soluzione dei suoi problemi andando a contrastare la natura: bisogna invece curare le patologie e i disturbi mentali che quasi sempre coesistono con la disforia di genere.

La libertà civile degli individui di scegliere le terapie e le cure a cui sottoporsi deve essere protetta e conservata e rispettata da tutti”.

Le organizzazioni LGBT, come il Southern Poverty Law Center, non possono impunemente schiacciare i diritti umani e civili sotto il peso del loro odio per coloro che desiderano disertare dallo stile di vita LGBT. Né del sacrosanto diritto ad accedere alle cure necessarie per superare i propri problemi.

Francesca Romana Poleggi


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