Lo Stato del Colorado pagherà 5,4 milioni di dollari di risarcimento al Becket Fund for Religious Liberty, che ha rappresentato in tribunale la clinica prolife Bella Health and Wellness, più ulteriori 700.000 dollari a Chelsea Mynyk, ostetrica che era stata messa sotto inchiesta dal suo ordine professionale. Il tutto ha a che fare con la somministrazione di progesterone, ovvero un ormone che può annullare l’effetto indotto dalla pillola abortiva RU486, in particolare del mifepristone, cioè la prima delle due pillole che si assumono nell’iter della RU486. Ma vediamo nel dettaglio la vicenda.
Una legge pro morte e liberticida
Il Colorado aveva varato l'anno scorso una legge che vietava ai medici di somministrare questo vero e proprio “antidoto” alla RU486, ma ad agosto la norma è stata dichiarata incostituzionale. Quindi è lecito per i medici fornire alle donne questa sostanza per contrastare gli effetti della pillola abortiva RU486 e il risarcimento è stato una diretta conseguenza di questo pronunciamento, per far fronte ai danni che cliniche e personale sanitario (e le donne) hanno subito nei mesi in cui la legge pro morte e liberticida è stata in vigore.
Come funziona l'aborto chimico
Come i Lettori sanno bene, per l'aborto chimico servono due pillole: la prima, il mifepristone (cioè la RU486) impedisce al bambino di ricevere il nutrimento attraverso la placenta. Dopo un giorno o due, la seconda - una prostaglandina - provoca le contrazioni uterine necessarie all'espulsione del piccolo morto di inedia.
Come funziona l'”antidoto”
Il dottor George Delgado, fondatore dell'Abortion Pill Reversal (la rete di medici che offre questo trattamento) ha scoperto che una somministrazione massiccia di progesterone può annullare l'effetto del mifepristone, la prima delle due pillole. Ovviamente il trattamento funziona tanto meglio quanto prima si interviene, cioè quanto meno il piccolo è rimasto senza nutrimento. Dunque, se la madre ci ripensa - e capita molto spesso che ci ripensi - il bambino si può salvare e la donna salva se stessa dalle terribili conseguenze dell'aborto.
Oltre 6.000 vite salvate
Durante il periodo in cui è stata discussa la causa legale, almeno 18 mamme hanno ricevuto l'antidoto alla pillola abortiva presso la clinica Beckett e hanno appena festeggiato il Natale con i bambini nati nonostante l'aborto tentato. Il dato più interessante - e più di giubilo - è inoltre quello riferito all’intero anno 2024, quando il coordinamento dell'Abortion Pill Reversal è riuscito a salvare, con questa tecnica, più di 6.000 bambini.