26/03/2016

Non basterebbe l’amore (se fosse amore)

Non è vero che tutti gli amori sono uguali. L’amore eterosessuale è naturalmente atto a perpetuare la specie umana, quello omosessuale no.

Grazie a Human Life International abbiamo offerto ai lettori di Notizie ProVita diversi brani del saggio The Scientific Case against Homosexual “Marriage’’, pubblicato in inglese sulla rivista The Wanderer.

Questo è stato pubblicato nel maggio 2015: meritava d’esser letto e merita di non essere dimenticato.

Quando gli omosessualisti parlano di adozione, immancabilmente parlano del loro bisogno, del loro desiderio, del loro “diritto” ad adottare. Ignorano i diritti e il benessere dei bambini: e se gli adulti trattano i ragazzini come meri accessori, finisce sempre che i bambini soffrono.

Il diritto dei bambini a un padre e una madre è un vero diritto, un interesse protetto dalla legge. L’interesse degli adulti ad avere un bambino è un desiderio legittimo, ma non un diritto.

Ci sono centinaia di studi sugli effetti della genitorialità omosessuale sui bambini. Quelli che dicono che non c’è differenza o che anzi i bambini crescono meglio con due mamme o due papà, sono condotti su pochi intervistati, tutti volontari presi tra gli attivisti LGBT, e ignorano le regole basilari della scienza statistica.

I soli studi che sono stati condotti con criteri scientifici rigorosi hanno mostrato che la genitorialità omosessuale confonde – se non danneggia – la psiche dei ragazzini.

Tra l’altro è provato che i figli cresciuti con genitori omosessuali sono tre o quattro volte più propensi a diventare essi stessi omosessuali o bisessuali, da grandi.

Questo – oltre a dimostrare che nelle famiglie omoparentali i bambini crescono sessualmente confusi – significa che lo slogan “si nasce così” è bugiardo: se si nascesse “così” la percentuale di omosessuali tra figli di coppie etero e figli di coppie omo sarebbe uguale.

Insomma, i bambini hanno bisogno di un padre e una madre uniti stabilmente in matrimonio. La differenza e complementarietà di una madre e un padre sono necessari alla crescita psicologica, fisica, sociale del bambino. Due madri possono essere ottime madri, ma non saranno mai un padre (e viceversa): non basta l’amore. I bambini hanno bisogno di molto di più. Di ciò che predispone la natura, da sempre, per i cuccioli d’uomo: un padre e una madre.

Statisticamente poi è dimostrato che le relazioni omosessuali sono più violente delle etero. Nelle relazioni omosessuali c’è maggior tendenza all’abuso di alcol all’uso di droga, alla depressione e al suicidio. E’ chiaro che tutto questo può manifestarsi anche in famiglie etero, ma nelle famiglie omo avviene più facilmente. Nelle famiglie etero i bambini “ci nascono”, nelle famiglie omo i bambini “ce li mettiamo” deliberatamente, esponendoli scientemente a un maggior rischio.

C’è anche ci cerca di normalizzare il “matrimonio” gay sostenendo che esso è stabile e monogamico come quello etero.

Costoro mentono sapendo di mentire, perché è sempre stato un vanto degli omosessualisti l’essere liberi da schemi e costrizioni e quindi intrattenere rapporti promiscui. Solo negli ultimi tempi, proprio nel contesto del dibattito sulla legalizzazione del matrimonio gay, hanno imparato a essere più prudenti.

Comunque le statistiche olandesi (paese libero e gay friendly) dicono che in media i “matrimoni” gay durano 18 mesi. In questo breve lasso di tempo, in media, la coppia ha circa 8 relazioni adulterine. Nelle coppie olandesi eterosessuali il 70 – 80% dei coniugi dichiara di essere fedele e di credere nella fedeltà, tra gli omosessuali solo il 5% esprime le stesse convinzioni.

Un altro studio ha rilevato che TUTTI gli intervistati, che hanno intrattenuto un rapporto di convivenza durato più di 5 anni, hanno dichiarato che nei “patti” la coppia era “libera”: la fedeltà è intesa solo dal punto di vista affettivo, dal punto di vista dei rapporti sessuali no (bel contesto in cui far crescere dei bambini…).

Altrove si è calcolato che in media un omosessuale anziano ha avuto nella vita da 100 a 500 amanti. Un 10% degli intervistati si vanta di essere arrivato a 1.000.

A proposito della violenza, c’è da dire che – in barba ai piagnistei diffusi e bugiardi sull’omofobia e la violenza omofobica che miete vittime innumerevoli – i dati statistici dimostrano che nella stragrande maggioranza dei casi di violenza in cui è vittima un omosessuale, l’autore della violenza è un altro omosessuale. La cosa – fino a qualche anno fa – era riconosciuta come un problema dalla stessa comunità gay.

David Island e Patrick Letellier, due attivisti gay, hanno scritto un libro intitolato Men Who Beat the Men Who Love Them (Uomini che picchiano uomini che li amano). Dalle loro ricerche si desume che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali è stata commessa da altri omosessuali: le lesbiche subiscono 44 volte di più delle donne sposate, i gay 300 volte di più.

Allora, forse, non è vero che “love is love” e che l’amore è tutto uguale. E non è vero che l’amore gay – essendo uguale all’amore etero – per il principio di uguaglianza merita uguale trattamento legale, perché non è uguale.

Non è vero che la legge debba essere “uguale per tutti”. Essa deve trattare in modo uguale i casi uguali, ma in modo diverso i casi diversi: questa è l’uguaglianza sostanziale, quella che fa vera democrazia, quella che va a beneficio di tutta la società.

Sarebbe come dire che “tutti” hanno diritto alla patente, e che tutti quelli che hanno la patente hanno diritto di guidare, anche se ubriachi, anche se ipovedenti. Sarebbe pretendere che tutti hanno diritto a essere tutto (poliziotti, ballerine, cantanti, ingegneri, giocatori di basket) a prescindere dalle qualità psico-fisiche di ciascuno.

E’ indispensabile che la legge (la società) selezioni ciò che già la natura ha discriminato. Quindi è socialmente indispensabile che la legge discrimini le persone in base alle loro attitudini e capacità di soddisfare i requisiti necessari a ricoprire un certo ruolo sociale, che richiede certe competenze e certe prestazioni.

Gli omosessuali non sono esclusi dal matrimonio più degli eterosessuali a cui è vietato sposare più persone o sposare parenti stretti (ancora…). E che un rapporto omosessuale non sia procreativo, quindi manchi del presupposto fondamentale del matrimonio, è biologia non bigottismo. E’ scienza, non teologia. Negare ai gay il matrimonio è come negare ai padri il diritto di allattare al seno i figli: è la natura che glielo nega, non la legge. La natura è ingiusta? Allora sbarazziamoci della natura. Ed è proprio questo che l’ideologia gender, che sottende l’omosessualismo, cerca di fare. Non è vero quindi che tutti gli amori sono uguali. Quelli eterosessuali sono naturalmente atti a perpetuare la specie umana, quelli omosessuali no. E’ la lussuria che può essere simile, nei rapporti omo o etero. E non bisogna confondere la lussuria con l’amore, cose che invece vengono ormai equiparate generalmente e diffusamente da qualche decina d’anni in qua.

L’amore vero non è violento, è una promessa razionale esclusiva e per sempre. E’ oblativo.

La lussuria è desiderare per sé e per il proprio piacere e ottenerlo usando l’altro (e il proprio corpo) immediatamente e direttamente: l’amore è allocentrico, la lussuria è egocentrica.

Due uomini o due donne non possono sposarsi, perché non sono “qualificati” per procreare. Esattamente come il cieco che non può avere la patente, perché non è qualificato per guidare.

E l’infertilità di una coppia gay non ha niente a che vedere con l’infertilità di una coppia etero: questa è accidentale, eccezionale, quella è necessaria, totale. Non ha neanche senso parlare di infertilità, a proposito di una coppia gay: sarebbe come definire infertili delle pietre. Un non senso. Perché neanche astrattamente due pietre possono riprodursi. Così due persone dello stesso sesso.

Brian Clowes

(Traduzione a cura della Redazione)

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