13/06/2015

No gender a scuola: parità tra uomo e donna sì; parità di “genere” no

I consiglieri Cia, Borga e Civettini danno il buon esempio su come contrastare l’insinuazione dell’ideologia gender negli atti degli enti locali.

Hanno presentato una mozione “PARI OPPORTUNITÀ E PERCORSI FORMATIVI NELLE SCUOLE: QUELLA SOSPETTA INSISTENZA SUGLI “STEREOTIPI DI GENERE”… affinché la scuola non diventi luogo di indottrinamento ideologico, rivolta al Presidente del Consiglio Provinciale.

In pratica essi chiedono che le proposte normative e gli altri documenti dell’Amministrazione usino una terminologia più chiara e trasparente laddove si parla di parità di genere, infatti, e soprattutto di “stereotipi di genere”.

Cosa è da intendersi per genere? Quanti e quali sono i generi?  Perché non si chiarisce che s’intende salvaguardare la sacrosanta “parità tra i sessi”? I sessi sono solo due, quelli che madre natura ha fatto.

Il richiamo continuo agli “stereotipi” di genere, lascia da parte il dato oggettivo, ovvero quello biologico. Ad esempio, in alcune proposte normative si trovano espressioni tipo “gli studenti sono chiamati in causa come coloro che acquisiscono gli strumenti per conoscere e combattere i principali “stereotipi di genere” tramite educazione sentimentale, esempi letterari, storico-filosofici ecc…”. Che vuol dire esattamente?

I Consiglieri rilevano come il richiamo ossessivo agli “stereotipi di genere” come nemico da abbattere appaia piuttosto forzato e chiedono con questa mozione che i percorsi proposti volti a favorire le pari opportunità si richiamino espressamente e chiaramente alle pari opportunità tra uomo e donna: tertium non datur.

Insomma: il Consiglio provinciale vuole che la Giunta provinciale si impegni a:

– assicurare priorità ai percorsi che mirano esplicitamente a favorire le pari opportunità tra uomo e donna, così come definite dalla L.P. 13/2012 (LEGGE PROVINCIALE SULLE PARI OPPORTUNITÀ);

– non ammettere percorsi che mirano a introdurre l’ideologia gender, ossia la posizione culturale secondo la quale il genere è una costruzione sociale e non un carattere biologico su base sessuale;

–  inserire nei bandi futuri per l’attivazione di percorsi di educazione alla relazione di genere, di cui alla L.P. 13/2012, una definizione precisa di ciò che si intende, ai sensi di tale normativa, con il concetto “stereotipo di genere”.

Bludental

Andrebbero imitati da tutti gli altri Amministratori di buon senso e buona volontà che non ammettono ingerenze ideologiche sull’educazione dei bambini e dei ragazzi: intanto a loro va il nostro plauso.

Redazione

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