06/11/2025 di Fabio Piemonte

Inselvini sul progetto ReBirth EU: «Natalità e famiglia le priorità per l'Italia e l'Europa»

Natalità nel bilancio Ue 2028-2034: Paolo Inselvini rilancia il piano ReBirth Eu e chiede di svincolare dal Patto di stabilità gli oneri per i figli.

Per contrastare il tracollo demografico, soprattutto in Unione Europea, serve un nuovo piano economico, da approvare a stretto giro, che inverta la rotta della denatalità e faccia ripartire le nascite. Si tratta dunque di svolgere in primo luogo un lavoro culturale che prenda le mosse dal demistificare le narrazioni ideologiche intorno a famiglia, immigrazione e IA, per poi sostenere concretamente le giovani coppie che si preparano ad accogliere i loro figli. È questo il fine principale della proposta ReBirth Eu di Lavinia Mennuni, senatrice di Fratelli d'Italia, della cui genesi Pro Vita & Famiglia ha già raccontato qualche settimana fa. Ne approfondiamo ora gli sviluppi con l'europarlamentare Paolo Inselvini, membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei - e di Fratelli d’Italia - e copresidente dell'Intergruppo per la Demografia.

Un piano europeo per natalità e famiglia

L'Ue sta negoziando proprio in queste settimane il prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), ossia il bilancio a lungo termine dell'Unione europea relativo al periodo 2028-2034. Il QFP stabilisce – per un periodo di sette anni – i tetti massimi di spesa e allocazione delle risorse tra le diverse politiche (agricoltura, coesione, ricerca, difesa, migrazione ecc.). In tale orizzonte s'inserisce «la lodevole iniziativa della senatrice Mennuni, in piena concordanza e armonia con l'impegno che portiamo avanti sul tema della natalità nell'ambito della nostra azione al Parlamento europeo, sia come Fratelli d'Italia che come Conservatori Europei, ma anche come Intergruppo per la Demografia che mi onoro di guidare in qualità di copresidente», dichiara l'europarlamentare Paolo Inselvini a Pro Vita & Famiglia. Entrando nel merito della proposta sull'imminente bilancio pluriennale dell'Unione europea, Inselvini ribadisce la necessità di «coniugare le politiche culturali con quelle legate a natalità e famiglia, a partire dall'esigenza concreta di conciliare la vita privata e familiare con quella lavorativa», dal momento che «non possiamo non considerare come una priorità per l'Italia, e di conseguenza per l'Europa, il sostegno alla natalità e alla famiglia». D'altra parte, prosegue l'europarlamentare, non avrebbe senso «continuare a parlare di IA e di competitività, se ci si dimentica che al centro del nostro sistema e della nostra competitività – di quello che ci ha resi grandi nel mondo in questi secoli e millenni – vi è il capitale umano; vi sono le nostre risorse umane». Insomma, «al di là della bellezza di accogliere una nuova vita», bisogna ridare centralità alla persona nel suo valore anzitutto umano, prima che evidentemente anche economico. Di qui, quanto alle nuove dinamiche legate all'IA, Inselvini puntualizza che sarebbe «un grosso errore svincolare il nostro sviluppo – industriale, agricolo, di artigianato, turismo e in ogni altro settore – dalle risorse umane».

I figli non sono una spesa, ma un investimento

La vera sfida è allora quella di «portare avanti una politica culturale dell'accoglienza della vita umana», laddove «in Europa si è diffusa purtroppo in questi decenni una cultura che è contro la vita e che cerca di esasperare al massimo un egoismo materialista». A tale scopo si tratterà dunque di «trovare le soluzioni che portino le famiglie ad accogliere una nuova vita, svincolando sul piano economico gli oneri riguardo alla natalità dal Patto di stabilità, perché non si tratta di spese ma di investimenti. È quanto confermano gli stessi economisti, nella misura in cui sostengono che ogni euro speso per dare al mondo nuove persone fa crescere il PIL delle nazioni e dell'Europa intera». Perciò l'economia deve procedere nel solco della propria profonda identità culturale. «Noi vogliamo preservare la nostra Europa da un punto di vista non solo economico, ma anche culturale e religioso, per cui non possiamo permetterci che qualcuno pensi di poterci sostituire come lavoratori, come capitale umano, con qualcuno che viene dall'altra parte del mondo», osserva ancora Inselvini.

Infine, rispetto all'iter in fieri della proposta, Inselvini evidenzia che già «diversi parlamentari hanno accolto tale linea programmatica» e che «stiamo preparando anche un'interrogazione con firme da quasi tutto l'arco parlamentare, che comprendono qualcuno del centrosinistra fino alla destra; mancano solo Verdi e Sinistra estrema». Auspica inoltre che «anche il relatore del Parlamento europeo per quanto riguarda il prossimo bilancio, il quale si è impegnato nelle trattative con la Commissione e con il Consiglio a inserire una parte specifica su famiglia e natalità» possa mantenere la sua promessa.

 

 

 

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