17/06/2015

Matrimonio gay – La posizione dell’Islam in Italia

A proposito del matrimonio gay e della manifestazione del 20 giugno, abbiamo potuto parlare anche con l’Hujjatulislam Damiano ‘Abbas Di Palma, Presidente dell’Associazione Islamica Imam Mahdi (www.islamshia.org). Pur senza entrare nel merito, ovviamente (non essendo l’oggetto di questo sito), di un discorso religioso concernente l’Islam, ci sembra interessante analizzare ciò che un rappresentante di quella religione pensa delle presunte “nuove conquiste dei diritti civili” e delle reazioni del mondo pro-life.

Ecco l’intervista che ci ha rilasciato.

D: Cosa pensa delle posizioni prese dall’ONU, l’UE e molti governi occidentali riguardo ai matrimoni fra persone dello stesso sesso?

R: Da un punto di vista islamico sono inaccettabili. Il fatto che posizioni simili vengano promulgate da queste organizzazioni dimostra come tutto ciò rientri all’interno di un programma ben preciso, pianificato dalle lobby che notoriamente controllano e influenzano questi organismi e governi.

D: Come considera i vari progetti introdotti negli asili nido e nelle scuole italiane, che promuovono la transessualità e l’omosessualità fra i studenti?

R: Sono qualcosa atta a minare la struttura familiare nella società, a sradicare quel poco che è rimasto di sacro dalle menti e dai cuori degli italiani, e a colpire la persona nella sua totalità e completezza, sostituendola con un individuo privo di identità e personalità.

D: Crede che un bambino possa vivere felicemente con due genitori dello stesso sesso o che abbia bisogno di un padre ed una madre?

Bludental

R: Ciò non è possibile in quanto Dio ha creato uomo e donna fisicamente, psicologicamente ed emotivamente diversi. Ciò che essi sono in grado e in dovere di trasmettere è dunque diverso e complementare con l’altro.

D: Quale è la posizione della famiglia nella cultura islamica? E della madre in particolare?

R: Nell’Islam, al pari di ogni religione di origine celeste, la famiglia ha una funzione molto importante poiché non solo deve educare e formare gli uomini e i credenti, ma li deve indirizzare verso ciò che è vero e reale in senso universale. In realtà la degenerazione della famiglia è iniziata quando si è cominciato a concepirla come mera struttura sociale, e ciò che vediamo oggi non è altro che una naturale conseguenza di ciò. La madre ha una funzione molto importante e centrale nella famiglia: non a caso la donna nell’Islam viene esentata da qualunque obbligo di mantenimento, lavoro, casa, cibo, vestiario, eccetera, proprio per il gran lavoro che svolge nel crescere, educare e formare gli esseri umani. Una madre che non tiene conto di questo e affida i propri figli ad “altri” per cercare altro tipo di gloria o carriera ha mancato in questo nobile ed elevato aspetto. Il Profeta dell’Islam ha sintetizzato l’importanza e profondità della funzione e del ruolo della madre nella famiglia e nella società in un celebre detto: “Il Paradiso è sotto i piedi delle madri”.

D: Secondo lei, quale deve essere la responsabilità dei genitori nell’educazione dei propri figli?

R: La responsabilità dei genitori è quella di formare i propri figli, educarli al giusto e al vero, non abbandonarli come fossero dei fardelli a sedicenti educatori che con il vero hanno niente o poco da spartire.

D: Lei è al corrente della manifestazione di Sabato 20 giugno a Roma in difesa dei nostri figli. Crede che vi sarà anche una presenza mussulmana?

R: L’Islam ci insegna che quando un musulmano è testimone di un atto che è in contrasto con ciò che è giusto e corretto, è suo dovere cercare di fermarlo con la mano, oppure con la lingua, o almeno con il cuore. Pertanto, data la responsabilità tanto dei musulmani italiani quanto di quelli che italiani non sono ma qui hanno deciso liberamente di vivere, è importante che manifestino e siano presenti al fianco degli amici di altre religioni per protestare e far sentire la propria voce contro la diffusione di questa pericolosa ideologia.

Antonio Brandi

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