23/01/2016

March for Life di Washington: sotto la neve, senza paura

Nonostante la tempesta di neve abbattutasi sulla capitale degli Stati Uniti, anche quest’anno la March for Life di Washington ha visto la partecipazione di decine di migliaia di pro-life.

Il 22 gennaio si ricorda la sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade, con la quale – nel 1973 – l’aborto venne depenalizzato. Per non dimenticare tale triste ricorrenza, ogni anno in questa data, in qualsiasi giorno della settimana cada, si tiene la Marcia per la Vita.

E mentre il presidente Obama ha celebrato il 43esimo anniversario sottolineando che la sentenza diede agli Stati Uniti diritti, libertà e opportunità, senza menzionare i circa 58 milioni di bambini uccisi “legalmente” nel ventre delle proprie mamme, i sondaggi dicono che la maggior parte dei cittadini americani è contraria all’aborto. In special modo i giovani.

Alla March for Life aumenta sempre più il numero di studenti universitari e delle scuole superiori, segno che le nuove generazioni sono molto sensibili al tema del diritto alla vita. Ma segno pure che le mobilitazioni di piazza, accompagnate da una costante e capillare opera di formazione culturale, lasciano traccia e possono far cambiare le cose. Accadrà così – lo auspichiamo – anche col “matrimonio” gay, ancora una volta legittimata da una antidemocratica sentenza della Corte Suprema.

Il tema di quest’anno è stato “Pro-life and pro-woman go hand in hand“, vale a dire che la causa della vita e quella a favore delle donne vanno di pari passo, mano nella mano. L’autentico femminismo, infatti, quello sano, non potrà mai contrapporre i diritti del concepito a quelli della madre. Così come, peraltro, non vi può essere conflitto tra donne e uomini.

Nel suo intervento, la presidente della Marcia Jeanne Monahan-Mancini ha ricordato che l’aborto non è mai un bene per le donne, né a livello fisico, né a livello psicologico. Gli studi sulla sindrome post-aborto lo dimostrano. Senza contare poi che spesso con l’interruzione di gravidanza non si uccide solo il bambino, ma anche la mamma, nonostante il tutto avvenga “legalmente” e con tutte le dovute attenzioni: i fatti lo provano inequivocabilmente.

Nonostante tutti i poteri forti che propagandano l’aborto, la causa della vita vede crescere costantemente i suoi sostenitori. E un giorno avranno il sopravvento.

Fonte: LifeSiteNews

Redazione

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