14/12/2019

Mamme campionesse, avere figli non ostacola il successo

Il Sessantotto ci ha fatto ormai il lavaggio del cervello, inducendo molte donne a credere che avere figli avrebbe impedito la loro emancipazione. Falso: la maternità non è un handicap. Questa menzogna, comoda al business della contraccezione e dell’aborto, ha ingannato tante, presentando queste pratiche come garanzia della libertà di scelta della donna.

Due donne, invece, nell’arco di pochi giorni sono diventate famose per essere mamme e atlete. Stiamo parlando di Julia e Lalventluangi.

La prima ha corso mezza maratona spingendo un passeggino con la sua piccola Gabby a bordo, spiega un articolo di Life News. La donna di 36 anni dell'Arkansas «potrebbe aver battuto il record del mondo nella mezza maratona alla Route 66 il 24 novembre». Julia «ha spinto sua figlia in un passeggino per tutta la gara ed ha raggiunto il traguardo in 1 ora, 23 minuti e 23 secondi. Il Guinness World Record sta valutando il suo successo».

Questa mamma, oltre ad essere avvocato, è anche membro di Life Runners, un gruppo di atleti pro life. Ed ecco il suo desiderio: «Mi piacerebbe vedere LIFE Runners continuare a crescere, e se riuscirà a salvare una donna dall'aborto, ne varrà la pena».

Ma anche le foto di Lalventluangi hanno fatto rapidamente il giro del mondo, leggiamo in un articolo di TGCOM24. La «pallavolista indiana, è impegnata in campo con la sua squadra per una partita ufficiale del campionato di volley, quando si accorge che il suo bambino, a bordo campo, sta piangendo perché ha fame. La giovane atleta non ha esitazioni: chiama il cambio, si fa sostituire da una compagna di squadra e si ferma per allattare al seno il suo piccolo, di soli sette mesi».

Per questo gesto, il ministro dello Sport ha voluto premiarla, riconoscendo «la dedizione e il coraggio dimostrati nella capacità di gestire contemporaneamente la maternità e gli impegni sportivi».

Le mamme sono una risorsa per tutta la società: è decisamente ora di riconoscere il merito dei loro tanti sacrifici e onorarle per questo grande impegno.

 

di Luca Scalise

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