14/11/2013

L’università degli Studi di Milano finanzia gli omosessuali per oltraggiare Benedetto XVI

C’è ancora qualcuno che pensa che le Università siano i sacri templi del sapere, dove docenti pensosi del bene dei giovani impartiscono ad essi dotte lezioni, per fare dei giovani virgulti solide piante ben radicate nel terreno fertile della cultura. Cionondimeno, i docenti plasmano anche quelle giovani e inesperte menti per condurle sulle aspre ma fruttuose strade della virtù.

Vabbè, adesso smettiamo di scherzare e parliamo invece di quello che accade nella realtà. Nemmeno le Università possono sfuggire al clima oppressivo e grigio del pensiero unico, standardizzato, dominante e violento. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, purché pensi solo le cose giuste, e quali siano le cose giuste lo valuta il pensiero unico. Col che abbiamo chiuso il giro.

Può forse un’Università sottrarsi al dovere pedagogico di dare voce, e quattrini, a un gruppo studentesco che si fregia del nome, politicamente corretto, anzi, correttissimo, di “Gruppo Studentesco Gaystatale”? Ovviamente non può.

E adesso c’è da ridere. Poi ci sarà anche da incazzarsi, e non poco. Ma intanto ridiamo, perché se il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi deve deliberare l’utilizzo di un importo di euro 170.000, stanziati per “attività culturali”, ci sia concessa la risata quando leggiamo che un’associazione che raccoglie studenti che, poveretti, ci tengono tanto a far sapere di essere (o cercare di esserlo, per conformismo) omosessuali, partecipa a questo riparto. Ci è sempre sfuggito cosa c’entri la cultura col fatto di avere una grave anomalia comportamentale.

Non stiamo parlando a vuoto: è tutto scritto nel verbale di Consiglio di Amministrazione che potete leggere CLICCANDO QUI. Leggete, contribuenti, come si usano i vostri soldi.

Orbene, i giovani che ci tengono tanto a far sapere di essere omosessuali (detto per inciso, ma cosa ce ne frega? Perché dobbiamo essere informati dei loro pruriti?) chiedono la somma di euro 4.436,95 per un ciclo di conferenze e cineforum. Il consiglio si fa lo sconticino del 10% e quindi versa ai bravi figlioli euro 4.000, che non sono poi quattro soldi, nell’epoca dei risparmi, tagli, eccetera. Sono tre mesi di stipendio per tanti sottopagati impiegati e operai, che magari hanno anche una famiglia da mantenere. Potete leggere ciò al punto 8 del verbale; scorrendolo tutto potrete avere anche un chiaro panorama di chi è finanziato, e chi no…

A questo punto i bravi giovani fanno i loro manifesti per pubblicizzare le loro attività “culturali”. Tema immancabile: “Omosessualità e religione”. Illustrazione sul volantino/manifesto: un’oscena caricatura di Benedetto XVI, la cui foto è ritoccata, trasformandolo in un pagliaccio da “Gay-pride”. Come potete vedere qui:

gay statale cineforum

E qui c’è la nostra legittima incazzatura.

Sarebbe interessante sapere:
–          Il consiglio di Amministrazione dell’Università non si documenta su ciò che viene prodotto coi soldi stanziati, che sono soldi di tutti, di noi contribuenti?

–          Nel caso si documenti, nessuno si è sentito in dovere di intervenire contro questa laida offesa a un grande Pontefice, contro questo idiota scherzo che offende anche i milioni di cattolici che hanno amato e amano Benedetto XVI?

–          Chi ha ideato e realizzato questo capolavoro di pessimo gusto e di idiozia, si rende conto di quanto è vigliacco? E’ molto facile oltraggiare un uomo mite come Benedetto XVI, è molto facile oltraggiare i cattolici, che non hanno l‘abitudine di uccidere i loro oppositori. Ma, a furia di porgere l’altra guancia, arriva anche il momento in cui ci si stanca.

È vero che chiedere a un gruppo di omosessuali di comportarsi da uomini sarebbe una contraddizione in termini, però mi piacerebbe tanto sapere  se qualcuno di loro abbia mai avuto il coraggio di prendere in giro simboli e volti, che so, dell’Islam o dell’ebraismo. Non credo, già, perché da quelle parti si incazzano sul serio, non solo a parole, come facciamo noi. Finché dura.

Concludiamo facendo i più vivi complimenti alle Autorità Accademiche. Almeno ci tolgono ogni illusione circa il fatto che in questa fogna di Paese esistano ancora la serietà, l’intelligenza, il rispetto, la difesa dei diritti e, dulcis in fundo, la cultura. Arrivederci tutti al prossimo “Gay-Student-Pride”. Con finanziamenti pubblici, ovviamente, e oltraggi alla religione cattolica, ovviamente. Va tutto bene.

di Michele Majno

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