08/09/2015

Via i libri gender dal Trentino!

Libri gender a scuola? No, grazie.

A seguire l’esempio del Veneto e di altre zone d’Italia vuole esserci anche il Trentino.

Oltre alla mozione presentata dal gruppo Civica Trentina, ora anche la Lega propone vengano tolti tutti questi testi dalle biblioteche della provincia autonoma.

Come riporta il quotidiano Il Trentino, con una mozione, il consigliere provinciale leghista Maurizio Fugatti ha invitato la giunta provinciale a ritirare i libri gender, a fare un passo indietro in merito ai corsi di educazione alla formazione di genere e a ritirare il disegno di legge sull’omofobia, che, peraltro, prevede “nel rispetto dell’autonomia scolastica, la realizzazione nelle scuole di specifici progetti e attività sui temi dell’educazione alla sessualità e all’affettività”.

Quanto ai testi in cui viene inculcata l’ideologia gender, “si tratta di libri – scrive Fugatti – di difficile comprensione per un bambino, storie che travalicano dall’insegnamento scolastico, narrazioni che nuocerebbero alla formazione personale del ragazzino e allo sviluppo armonioso della sua personalità“. Bludental

Già in passato il consigliere aveva sollevato il problema, ma il presidente Rossi aveva risposto che il sistema scolastico deve tendere al “rispetto di tutte le persone indipendentemente da valutazioni circa il genere, la razza, il ceto sociale, l’orientamento sessuale, la nazionalità”. E con questa scusa, ormai lo abbiamo capito, si lascia passare di tutto...

Consultando il Catalogo bibliografico trentino emerge che i libri oggetto della contestazione di Fugatti sono tutti presenti, con numerose copie, nelle biblioteche di tutto il Trentino. E dalle ricerche nella banca dati risultano anche numerose copie in prestito.

Il problema culturale dunque c’è. La teoria gender non è un’invenzione e va contrastata con decisione.

Sollevare il tema anche in ambito politico è fondamentale. Finalmente qualcosa si muove, ma è necessario perseverare e stimolare sempre di più, affinché in ogni comune d’Italia vi siano proposte come quelle fatte nel Trentino.

Redazione

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