17/03/2020

L’eutanasia della mamma spiegata ai bambini: come normalizzare l’assurdo

No. Non è, non può essere e non deve essere ritenuto “normale” il fatto che una persona si tolga (o si faccia togliere) la vita. Tanto meno lo può essere se si tratta di un nostro caro.

Eppure, secondo la dottoressa canadese Susan Woolhouse, esperta in Maid (Assistenza medica a morire), «Se gli adulti normalizzeranno il Maid, anche i bambini lo faranno» e sarebbe, pertanto, auspicabile che questi ultimi vengano edotti circa le procedure con cui i loro cari, che hanno “scelto” il suicidio assistito, verranno fatti fuori.

Su Tempi, leggiamo le spiegazioni che la dottoressa consiglia di dare ai bambini dai quattro anni in su. «In Canada, quando qualcuno ha una malattia che porterà il suo corpo a morire, può aspettare che ciò accada oppure può chiedere aiuto a un medico. Il medico o l’infermiere utilizza un farmaco che impedisce al corpo di funzionare e lo fa morire. E questo viene fatto in modo non doloroso», anche se nessuno è tornato indietro a confermarci che sia davvero così.

«Ho un vassoio con le cose che userò per aiutare il tuo caro a morire. Questi includono farmaci e siringhe. Li lascerò su questo tavolo e se vuoi dare un’occhiata puoi farlo. Starò accanto al tavolo e puoi farmi qualsiasi domanda». Mah sì, proprio adatto a bambini di quattro anni…

Dunque, si passa all’azione: la mamma viene uccisa. «Le darò un farmaco per un periodo di circa dieci minuti. Questo farmaco la farà sembrare molto stanca e poi entrerà molto rapidamente in coma. Ciò significa che non sarà più in grado di sentire, vedere o sentire alcun dolore. Potresti sentire strani suoni respiratori, tuttavia questi non le causeranno alcun dolore».

Strani suoni respiratori? È un modo carino per dire che quella povera donna sta morendo in malo modo? Ah, «non le causeranno alcun dolore». Peccato che nessuno dall’aldilà possa dirci se davvero l’eutanasia è stata una “dolce morte”, come la chiamano.

«La sua pelle diventerà più fredda e forse cambierà colore. Smetterà di muovere il suo corpo. Il suo cuore alla fine smetterà di battere e questo significherà che il suo corpo è morto. Quando un corpo muore, non può più vedere, sentire». Insomma, il bambino dovrebbe assistere a questo macabro spettacolo e imparare a vedere tutto ciò come normale.

Ma ci rendiamo conto del fatto che quel bambino ha perso la sua mamma e non di morte naturale? Sarà sufficiente una spiegazione del genere a far accettare a un bambino come “normale” il fatto che un suo genitore abbia deciso di morire?

È normale che si muoia naturalmente, sì, e ciascuno di noi merita di essere aiutato a vivere fino a quel momento, con tutte le cure e l’assistenza di cui necessita. Non è giusto considerare “normale” la sola idea del suicidio o dell’eutanasia. Perché la vita di tutti noi ha un valore immenso e nessuno dev’essere considerato potenzialmente eliminabile, in nessuna condizione.

 

di Luca Scalise

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