05/09/2019

L’etero pride di Boston e gli anatemi della comunità Lgbt

Ha suscitato un’incredibile ondata di polemiche l’ Etero Pride organizzato a Boston, lo scorso sabato. Il nome del suo ideatore è Mark Sahady e, uno dei suoi scopi, secondo quanto scritto in un suo commento su facebook, è quello di prendersi gioco dell’identità politica di una certa sinistra. Si tratta della prima edizione in assoluto di un evento simile.

Circa 200 persone hanno coraggiosamente manifestato, attorniate da contromanifestanti scesi in piazza, a detta loro, per protestare contro l’“omofobia” degli etero-organizzatori. Ma in realtà, la maggior parte dei presenti alla marcia ha sfilato per rivendicare la bellezza del rapporto uomo-donna e per dire un forte no alla diffusione della teoria del gender nelle scuole. La categoria dei “discriminati” che invocano la solita libertà a senso unico è stata protagonista, invece, di numerosi scontri con la polizia e persino alcuni arresti.

La parata è stata organizzata da Milo Yannopoulos: omosessuale dichiarato e allo stesso tempo strenuo oppositore delle politiche arcobaleno ed in particolare di quelle sfilate del cattivo gusto che ormai sono diventati i vari pride. Yannopoulos sostiene infatti che non è affatto necessaria l’ostentazione dello stile di vita gay, al fine di ottenere rispetto e considerazione dalla società e che l’omosessualità non sia un orientamento “ordinato”.

Un altro degli organizzatori, John Hugo, durante i discorsi che ha tenuto alla parata, ha apertamente supportato Trump e ha dichiarato di non essere 'anti-gay' ma di opporsi alle teorie gender e queer, soprattutto nelle scuole. Molti dei presenti alla marcia indossavano i cappelli con lo slogan di Donald Trump “Make America Great Again”.

Potrebbe passare per una manifestazione dell’ovvio, quella che si è svolta a Boston o comunque qualcosa di inutile e superfluo, ma a giudicare dai violenti anatemi di buona parte delle star hollywoodiane che hanno fatto a gara a chi pronunciava il giudizio più infausto sulla manifestazione e considerata l’apprensione con cui Netflix, il celebre servizio di streaming statunitense, si è affrettato a farsi cancellare dalla lista degli sponsor, evidentemente non si è trattato di un evento così inutile e scontato.

Perché? Evidentemente siamo nell’epoca intravista dal famoso scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton in cui «spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate», in cui, dunque persino una semplice sfilata per affermare che gli uomini sono uomini e le donne sono donne, può diventare un evento “eversivo”.

 

di Manuela Antonacci

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