13/06/2019

L’American Medical Association è chiarissima contro il suicidio assistito

L’associazione medica americana (Ama), la più grande associazione di medici e studenti di medicina degli Stati Uniti, ha dichiarato la sua netta opposizione al suicidio assistito.

La decisione è arrivata con un voto che ha segnato il 65 per cento delle preferenze contrarie appunto all’“assisted suicide”. A rilanciare la notizia è stato, tramite il suo blog, Alex Schadenberg, direttore esecutivo dell’Euthanasia Prevention Coalition. L’American Medical Association ha sostenuto in modo schiacciante che «il suicidio assistito e l’eutanasia sono fondamentalmente incompatibili con il ruolo del medico». Inoltre, secondo l’Ama, sarebbero delle pratiche «difficili o impossibili da controllare e comporterebbero seri rischi per la società».

La storica decisione arriva dopo anni di tira e molla su questa tematica. Per molto tempo, infatti, fin dal 2016, alcuni delegati dell’Ama hanno combattuto affinché l’associazione rivedesse le proprie posizioni sul suicidio assistito, in passato non chiare, ricorrendo anche al Council on Ethical and Judicial Affairs (Ceja).

Già lo scorso anno, nel giugno 2018, proprio l’American Medical Association – come riportava allora il sito dell’Uccr – aveva rifiutato di rivedere la sua contrarierà a tale pratica e anche di assumere una posizione neutrale. Oggi ancora con più forza, quindi, è stata ribadita l’assoluta contrapposizione tra medicina e suicidio assistito e la decisione dell’Ama si va a unire a quella di tantissime altre associazioni mediche di tutto il mondo.

L’associazione medica tedesca, per esempio, nel 2018, organizzò insieme con il Vaticano e l’Associazione medica mondiale (Wma), un simposio in cui l’eutanasia fu dichiarata diametralmente opposta ai principi etici della medicina. Nello stesso anno, ad agosto, la rivista della Wma – il World Medical Journal – pubblicò una serie di rapporti delle associazioni mediche di diverse zone del mondo, tutti contrari all’eutanasia. Tutte le associazioni mediche della regione asia-pacifico (tra cui Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Cina) si sono dichiarate contrarie a tali pratiche, così come quella israeliana e molte del continente africano, specificando di rifiutare eutanasia o suicidio assistito in qualsiasi forma.

Salvatore Tropea

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