10/11/2014

L’aborto non serve alla “salute” delle donne

Uno degli argomenti più potenti a favore della legalizzazione dell’aborto è stato quello della tutela della vita e della salute delle donne che morivano di aborto clandestino come mosche, secondo una certa leggenda metropolitana.

Tutti sanno ormai che le cifre sbandierate all’epoca da radicali & co. erano totalmente false e inventate. Oggi – BioEdge ci informa –  possiamo averne una controprova empirica andando a indagare nell’esperienza ormai ventennale di un paese che aveva l’aborto legale dal 1931 e l’ha dichiarato fuori legge nel 1989: il Cile. L’attuale legge cilena è una delle più restrittive del mondo. Non consente l’aborto neanche in caso di stupro.

Il Giornale della Società di Ostetricia e Ginecologia cilena, ha pubblicato dati statistici che vedono in progressiva diminuzione il numero non solo delle morte, ma anche dei ricoveri per complicazioni post aborto, non solo clandestini, ma anche spontanei. 

Oppure l’esperienza cilena può  essere letta in un altro modo: anche in presenza di una legge restrittiva sull’aborto, gli indicatori del grado si salute delle donne e delle madri sono in costante miglioramento: il risultato che se ne può trarre non cambia. 

L’aborto legale NON SERVE alla “salute sessuale” delle donne.

Redazione

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