20/12/2019

L’aberrante e crescente interesse per l’incesto, frutto del love is love

C’è una perversione particolarmente aberrante che purtroppo si sta diffondendo sempre più velocemente nella nostra società: l’attrazione di diversi utenti di siti hard ma anche di gente non avvezza al porno, verso la pratica dell’incesto.

In realtà non c’è da stupirsi: si è arrivati ad un tale livello di degrado umano e morale, seguendo lo stesso processo con cui si è piano piano giunti a legittimare l’omosessualità. I passaggi logico- persuasivi sono i medesimi: innanzitutto è necessario dichiarare che ogni sentimento, ogni forma d’amore è buona e dunque non può essere limitata né censurata, ne consegue che fare un distinguo tra relazioni “normali” e “insane” è un atto grave e condannabile perché mosso da un atteggiamento discriminatorio. Infatti (ed è questa la terza argomentazione) non ci può e non ci dev’ essere alcun motivo di condanna se un certo tipo di relazione è scelta consapevolmente da persone maggiorenni.

Per di più, da un po’ tempo a questa parte, udite udite, corre voce sul web, che l’incesto corrisponda pure ad una delle identità di genere possibili che andrebbe sotto la denominazione di Genetic Sexual Attraction (Gsa) ovvero un’attrazione sessuale che scatterebbe tra parenti che non si vedono da tempo e che quindi si “percepiscono” come tali. Poi poco importa se nella realtà effettivamente siano madre e figlia, fratello e sorella ecc. perché il gender arriva a giustificare qualunque forma di perversione in nome di una sorta di “determinismo sessuale”, non basato certo sul dato di natura ma, al contrario, sulla legittimazione della tirannia della mente sul corpo, in nome della quale il corpo deve rispondere ai dettami mentali anche più folli, senza porsi limiti. Per di più ricondurre l’incesto ad una delle tante identità di genere è un ingegnoso sistema diabolico per lavarsi la coscienza e non porsi neppure il problema di considerare la propria attrazione come “patologica” e dunque da curare ed estirpare.

In queste torbidi situazioni, dunque, l’individuo è portato e autorizzato a crogiolarsi pretendendo pure che la gente non giudichi e che, anzi, mostri rispetto verso una simile scelta, tanto sappiamo benissimo che se love is love, i capri espiatori di questa “epidemia amorosa” sono pure quelli che ancora tentano di farsi guidare dall’intelligenza, dalla morale e dal buonsenso, loro sì, i veri cattivoni che puntano il dito…

Dunque, di questo passo viene, come logica conseguenza di questa sorta di effetto domino con cui si arriva a giustificare qualunque forma di relazione, il sospetto che ben presto si cercherà di preparare l’opinione pubblica anche all’accettazione della pedofilia e non solo.

E se pensate che siamo delle Cassandre, allora è proprio il caso che vi andiate a rivedere la puntata delle Iene dello scorso 15 dicembre, durante la quale il responsabile del servizio ha fatto una serie di osservazioni gravissime sulla pedofilia: “di per sé, la pedofilia non è una malattia psichiatrica tanto che alcuni ricercatori pensano che sia un orientamento sessuale, il problema è l'abuso, non il fatto in sé”. E non c’è da stupirsi, perché lo schema della legittimazione è sempre lo stesso: la finestra di Overton valida per qualunque forma di psico-follia. Allora non rimane che restare ancora più saldi su certi principi e battaglie di ragione, con la consapevolezza che, come affermava Chesterton, in tempi insospettabili: “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà.

Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo” ma che pure ci sarà ancora ancora chi, come si augurava lo scrittore britannico, continuerà a difendere “le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita”, senza arretrare nemmeno di un millimetro.

 

di Manuela Antonacci
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