27/11/2019

La svolta arcobaleno della Disney, in Ducktales la prima coppia di paperi gay

Ricordate Ducktales, la bella serie televisiva a cartoni, degli anni ’90, che aveva come protagonisti Zio Paperone, Paperino e Qui, Quo e Qua coinvolti in mille avventure? Beh dimenticatevela! Perché per la terza stagione della serie, si cambia registro! E sì, perché il mondo arcobaleno ha fatto pesantemente irruzione nella vena creativa di Francisco “Frank” Angones, produttore esecutivo e sceneggiatore della serie ispirata ai paperi di Walt Disney, il quale ha annunciato sul suo profilo Tumblr l’introduzione di due personaggi omosessuali, per di più genitori di Violet.

Sebbene non avranno un ruolo di spicco, faranno da sfondo alla storia, secondo quel processo di “normalizzazione” di un’idea un tempo inaccettabile e che ora si sta facendo passare poco alla volta, persino nel mondo incontaminato dei fanciulli. Ma affinché la prostrazione al mondo LGBT sia completa e totale, Angones ha scritto che un giorno spera di poter dare più spazio ai paperi omosessuali.

Infine, quasi scusandosi ha aggiunto: «Sono ben consapevole che la rappresentazione omosessuale attraverso i genitori e i personaggi secondari è un problema e siamo in un certo senso tornati indietro con molte storie romantiche eterosessuali in questo show a causa delle caratteristiche precedenti dei personaggi che hanno dei rapporti già esistenti (Paperone e Doretta, Paperino e Paperina, Fenton e Gandra) e che ci sono molti ostacoli specifici che si devono superare prima di compiere dei cambiamenti nei personaggi Disney che esistono da tempo. Ma non è realmente una scusa».

Ecco che nel nuovo mondo tutto “amore e tolleranza”, come vorrebbero farci credere, i rapporti eterosessuali diventano quasi una palla al piede, un fastidioso retaggio di cui liberarsi, per dare spazio a tutto quello che la comunità arcobaleno comanda.

E in più aggiunge un’ulteriore frase sibillina: «Abbiamo compiuto un lavoro piuttosto buono per quanto riguarda la diversità razziale a la rappresentazione della disabilità, ma non abbiamo una rappresentanza rilevante per quanto riguarda la comunità omosessuale. Abbiamo alcune tematiche e idee riguardanti le possibili storie di questo tipo, ma c’è sempre l’opportunità di fare qualcosa in più. Credetemi, sono impegnato a migliorare e trovare nuove opportunità per creare una rappresentazione tridimensionale in questo show e nei prossimi di cui mi occuperò».

Insomma, cara Disney, vuoi continuare ad essere ancora sulla cresta dell’onda e a produrre soldoni? Bene, hai il tuo pegno da pagare! E le sviolinate all’insegna di un melenso e inattendibile spirito “missionario”, risultano ormai sempre meno credibili.

 

 

di Manuela Antonacci

 

 

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