La rivincita di Nick, ragazzo Down che per i medici non doveva farcela

Nick Jones è un ragazzo americano affetto dalla sindrome di Down.

Ha 18 anni e un lavoro part time al Park Cities Ford, una concessionaria di auto a Dallas. I suoi doveri sono quelli di assicurarsi, mentre lava i finestrini, che tutte le auto nel parcheggio siano chiuse a chiave. Un lavoro umile che Nick svolge, a detta di tutti, con passione e serietà.

Forse per alcuni sarà incredibile, ma ad oggi le sue responsabilità sono cresciute al punto che Nick richiede pochissima, se non alcuna, supervisione. I suoi colleghi, assieme al datore di lavoro, lo considerano parte effettiva del team: “Ogni giorno lavora con il sorriso e con buona energia”, ha dichiarato Jeff Enrigt, managing partner presso il Park Cities Ford.

Per Nick questo è il lavoro dei suoi sogni perché ha la possibilità di lavorare a stretto contatto con vari modelli di Ford Mustang, la sua auto preferita.

Ma le cose per lui e la sua famiglia non sono sempre state così facili. La madre, Katie Jones, torna spesso indietro con la memoria al giorno in cui i medici le hanno detto che Nick non avrebbe avuto molto futuro: “Questo è quello che i medici e tutti intorno a te continuano a ripeterti” ha detto Katie. La scelta di andare avanti con la gravidanza oggi la ripaga nel vedere Nick così stimato dai suoi colleghi e dai clienti della concessionaria.

Bludental

E a chi chiede al Park City Ford se l’assunzione di Nick sia stata una mera iniziativa benefica, viene risposto che la concessionaria vede nel lavoro del ragazzo un’ottima forma di business e che stanno cercando di incoraggiare anche altre aziende ad assumere ragazzi Down al fine di integrarli nella società americana.

Non è un segreto che purtroppo i bambini come Nick sono spesso visti come un “peso” e la maggior parte di essi, a cui viene diagnosticata la sindrome di Down, non escono vivi dal grembo materno. Secondo una relazione del 2012 pubblicata sulla rivista medica “Diagnosi Prenatale“, infatti, “le donne americane scelgono l’aborto tra il 50 e il 85% dei casi dopo aver ricevuto la diagnosi medica che il loro bambino non ancora nato potrebbe avere la sindrome di Down“.

Ma nonostante questo nel 2013, il North Dakota è stato il primo coraggioso stato degli USA a vietare gli aborti sui bambini con una diagnosi di sindrome di Down. La legge inoltre vieta gli aborti basati sul sesso del feto o sulla diagnosi di altre anomalie genetiche. Ora, anche lo stato dell’Ohio sta considerando di imporre un divieto simile, sulla base di un disegno di legge Repubblicano.

La storia di Nick è una delle tante che rappresentano la rivincita simbolica di tutti i ragazzi Down e delle loro famiglie, che nella vita troppo spesso si sentono dire “non ce la farete mai”. Ancora una volta, la vita è capace di donare gioia e soddisfazioni anche a quelli che vengono considerati meno fortunati... allora forse la “fortuna” va calcolata con altri parametri ...

Luca Colavolpe Severi

Fonte: http://www.lifenews.com/2015/02/12/doctors-said-nick-didnt-have-much-of-a-future-because-he-has-down-syndrome-hes-proving-them-wrong/

 

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