03/06/2020 di Manuela Antonacci

La propaganda gender colpisce anche gli anziani. Un irriverente video che non ha convinto la rete

“Il gender spiegato agli anziani”, ci mancavano solo le “pilloline arcobaleno”. Di cosa stiamo parlando? Di un breve video, postato sulla pagina Facebook “Comedy Central It” che vede come protagonista Michela Giraud, attrice e cabarettista italiana, che si atteggia a maestrina di altri tempi, sia nel look classico, sia nel tono autorevole con cui bacchetta, anche fisicamente, seppure a distanza, la sua “classe” costituita da un gruppo di vecchietti dagli sguardi straniti e l’aspetto dimesso che ascoltano gli sproloqui della loro “maestra” mentre tiene una breve “lezione” sull’identità di genere.

“Non è un’arma, non è  un profumo, non è  un robot da cucina, non sporca… a differenza vostra!” questo lo spirito con cui viene tenuta la lezioncina, denigrando, per tutto il tempo, i poveri anziani, come se fossero scimmie ammaestrate, mentre, improntato al massimo rispetto, è l’atteggiamento della finta insegnante quando si dilunga a parlare delle persone LGBT. “Non son pere, non son mele, non sono farmaci da assumere per via rettale, sono delle per-so-ne” scandisce la donna. Peccato che tutto questo sembra non valere per i vecchietti tirati sempre in ballo, spesso in paragoni davvero irrispettosi, come quando, per spiegare cosa sono le identità di genere, la loro irriverente insegnante spiega: “Enzo ti sarà capitato di mettere un pannolone troppo stretto, no? E perché devi mettere un pannolone troppo stretto se puoi scegliere tra 56 modelli di pannoloni? Ecco ragazzi, il gender è questo, una vita vissuta con il proprio modello di pannolone”

Ma, davanti a simili uscite, il popolo della rete non ha reagito in modo positivo, tra i commenti al video c’è ci ha scritto: “Pietosa..."comicità" a tutti i costi, aggrappata a situazioni fin troppo facili... pensavo mio padre che era in casa di riposo e mi veniva da piangere altro che da ridere...e una gran rabbia...troppo facile giocare sulla memoria, l'età, le funzioni corporali...molto meno cercare situazioni comiche più intelligenti e raffinate, magari rendendo anche quegli anziani protagonisti e non un'"attrice" alla quale auguro una vecchiaia diversa...ma non so poi quanto lo potrà essere...”.

C’è chi poi ha acutamente sottolineato “Una riga di battute ad identificare gli anziani come dei lobotomizzati ridotti a sporcare e ad espletare i propri bisogni in pannoloni. Non ha avuto rispetto, a me personalmente non è piaciuto questo sketch. Ha usato un linguaggio duro per deridere chi si merita comprensione. A parti inverse avesse usato un linguaggio simile per deridere LGBTQ sarebbe finita in prigione, il ministero della propaganda non l’avrebbe tollerato. C’ è da riflettere.”

 Evidentemente le siamo di fronte alla solita storia, un déjà-vu che si ripete tutte le volte: “loro” possono insultare, deridere e umiliare chi vogliono, ma chi subisce deve rimanere in silenzio perché altrimenti incorre nella vendetta delle “minoranze perseguitate”.

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