26/03/2020

La priorità della Toscana non è il Coronavirus ma un consultorio transgender

A leggerla non ci si crede ma, sull’albo pretorio della Toscana, nella delibera numero 379, c’è scritto che, la Regione, il 23 marzo, quindi in piena emergenza coronavirus, ha avuto l’ardire di riunirsi per stanziare e indirizzare al consultorio transgender di Torre del Lago, ben 80 mila euro di soldi pubblici.

Parliamo di un momento di straordinaria emergenza in cui il contagio sta raggiungendo, come ci dicono gli esperti, il suo picco proprio in questi giorni, un picco che si registra soprattutto negli ospedali, in cui come è ovvio c’è una più facile e larga diffusione del virus.

Negli ospedali, in cui i medici lavorano eroicamente e senza tregua per salvare più vite possibili ma, soprattutto, in molti casi, esposti essi stessi al contagio per la carenza di mascherine e non solo, senza venir messi nemmeno, molto spesso, nelle condizioni di lavorare al meglio, perché mancano tutti i presidi medici necessari al contenimento del virus. Situazione simile in tutta Italia, dove il coronavirus ha colpito all’improvviso, non dando al nostro paese nemmeno il tempo di riorganizzarsi.

Ma in Toscana evidentemente, si vive fuori dal mondo, perché l’emergenza non è il coronavirus, ma fornire soldi pubblici, nemmeno ai cittadini, a cui questi soldi appartengono, per procurar loro quanto meno le mascherine che sono diventate un bene introvabile, ma per finanziare le solite lobby, espressione delle cosiddette “minoranza perseguitate”.

Ci chiediamo allora cos’altro dovrà ancora accadere (se la pandemia non basta) perché certa classe politica recuperi il contatto con la realtà e ritorni a fare scelte mirate alle emergenze reali piuttosto che finalizzate a dimostrare continuativamente la sottomissione a certi diktat che, in questo momento, nel pieno di una situazione così drammaticamente straordinaria, davvero c’entrano come i cavoli a merenda!

 

di Manuela Antonacci

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