16/09/2025 di Francesca Romana Poleggi

La polizia lo ferma al posto di blocco ma un uomo dice di identificarsi in un “cane”

Un uomo della contea di Tyrone, in Irlanda, ha dichiarato alla polizia di "identificarsi come un cane", ha abbaiato, e ringhiato a quattro zampe annusando le scarpe dei poliziotti che lo avevano arrestato per guida in stato di ebbrezza.

Quando gli è stato chiesto di sottoporsi all'etilometro, ha risposto che non poteva perché gli animali non possono eseguire test. Una perquisizione del suo veicolo ha permesso di recuperare 70 cartucce di fucile e in seguito è stato accertato che non era in possesso di porto d'armi. Il giudice del tribunale di Dungannon, Francis Rafferty, ha chiesto all'avvocato difensore: «Come si identifica attualmente l'imputato? Un idiota, ovviamente, ma c'è qualcosa da aggiungere?» Rivolgendosi all'imputato il giudice Rafferty ha inoltre affermato: «Non ho intenzione di punirla per le sue buffonate, ma la polizia ha di meglio da fare che avere a che fare con persone che fingono di appartenere al regno animale».
 
Gli è stata quindi inflitta una multa complessiva di 650 sterline e gli è stata sospesa la patente per 19 mesi, mentre per le munizioni sequestrate è stato emesso un ordine di distruzione. Una punizione esemplare, dunque, tanto quanto celere e subito effettiva.

Viene quindi da chiedersi: perché i giudici non adottano un approccio altrettanto pragmatico nei confronti degli uomini che si identificano come donne?
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