Editing genetico, CRISPR e "base editors" sugli embrioni
La ricerca sull’editing genetico perfeziona tecniche sempre più precise: già da tempo, con il cosiddetto “CRISPR”, si tagliano e incollano pezzettini di Dna con l’intento di eliminare quelli difettosi. Oggi, però, un team guidato dal genetista Dieter Egli della Columbia University, secondo una pubblicazione recente, ottiene con l’uso dei “base editors” un risultato ancora più preciso e accurato del CRISPR.
Dagli stessi resoconti trionfalistici dei giornali, però, si comprende che il lavoro di Egli non è ancora peer-reviewed e che gli autori sono ancora lontani da un uso clinico della scoperta. Il Wall Street Journal riferisce poi che quasi l’80% degli embrioni modificati era a “mosaico”, cioè gravemente malformati.
Quanti esseri umani si siano persi in tutti questi esperimenti, evidentemente, non importa a nessuno.
In diversi Paesi vigono norme che pongono limiti al delirio di onnipotenza degli scienziati che giocano con la vita di piccoli esseri umani. Ma le leggi, in un mercato globalizzato, si aggirano facilmente, ottenendo all’estero quello che non si può ottenere in patria.
La legge 40, la sperimentazione e la fabbricazione degli esseri umani in provetta
In Italia, quel che resta della legge 40/2004, dopo le sentenze della Corte Costituzionale che hanno abbattuto i (deboli) paletti posti nell’ottica di limitare gli abusi, vieta qualsiasi sperimentazione sugli embrioni, salvo le ricerche con finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche dirette alla tutela della sua salute e del suo sviluppo; vieta la produzione di embrioni ai fini della ricerca o sperimentazione, ogni forma di selezione eugenetica e gli interventi diretti ad alterare il patrimonio genetico dell’embrione o del gamete o a predeterminarne caratteristiche genetiche, salvo gli interventi diagnostici o terapeutici consentiti di cui sopra (cfr. art. 13).
La normativa appare stringente, ma ci sono quei “salvo…” che aprono a derive pericolose. Del resto, il vulnus originario sta alla radice, dato che si consente la fabbricazione degli esseri umani in provetta, calpestandone irrimediabilmente la dignità. Ricordiamo che la fecondazione in vitro comporta di per sé la morte di 9 bambini per uno che ne nasce. Solo in Italia, e solo nel 2023 (ultimi dati ufficiali disponibili), e solo con la fecondazione omologa a fresco, sono stati formati 177.097 embrioni, e sono nati vivi soltanto 4179 bambini.
Tutti inorridiscono di fronte a cibi geneticamente modificati, anche quando non è dimostrato che possano arrecare danno a chi li consuma. Pochi, però, si scandalizzano di fronte a tale manipolazione e strage di embrioni umani.
Ormai non c’è più un figlio da accogliere, ma del “materiale biologico” da fabbricare e comprare. Il lento e inesorabile processo di disumanizzazione dei piccoli esseri umani, iniziato con la legalizzazione dell’aborto negli anni ’70, è giunto a compimento. Ancora oggi, infatti, c’è chi parla degli embrioni umani come di “grumi di cellule” o “persone potenziali”, mentre la scienza vera, unanimemente e “laicamente”, attesta che dal momento del concepimento c’è un essere umano completo, un piccolo direttore d’orchestra autonomo (anche se non indipendente) dalla madre, artefice del suo destino futuro (parafrasando l’editoriale del British Medical Journal del novembre 2000).
Bambini perfetti, selezione eugenetica e aborto eugenetico
La propaganda plaude alla “scienza” che scala le vette del “progresso” fino alla fabbricazione di bambini “perfetti”. Ormai lo scopo dichiarato dei genetisti che giocano a fare Dio non è più soltanto quello di eliminare i portatori di malattie gravi. Oggi i piccoli vengono classificati, ordinati e persino modificati per essere “migliorati”. Diverse cliniche per la fertilità americane - Nucleus Genomics è un caso esemplare - offrono ai “compratori” (non si possono chiamare “genitori”) embrioni con un certo quoziente di intelligenza, colore dei capelli, altezza, un certo rischio di obesità e di malattie mentali, di ipertensione, diabete, cancro alla prostata e persino calvizie; il tutto, ovviamente, solo in termini di probabilità, senza alcuna garanzia definitiva.
Si assemblano in provetta un certo numero di embrioni, si selezionano i migliori e gli altri si gettano via come spazzatura. E diverrà sempre più facile anche manipolarli geneticamente: poco importano le vite che si perdono nell’operazione. Poi, se alla fine dei giochi il bimbo in grembo risultasse meno che perfetto (o comunque non conforme ai desiderata dei compratori), c’è sempre l’aborto cd. “terapeutico”, cioè eugenetico, come insegnano noti influencer su YouTube (Jesse Ridgway, alias McJuggerNuggets, e sua moglie Ashley), che hanno spiegato ai loro follower di aver abortito perché al figlio era stata diagnosticata la sindrome di Down, che «non è una benedizione». Il dilagare dell’aborto, in questo senso, è la riprova della completa mancanza di effettività di norme che vietano l’eugenetica, come l’art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Le Big Fertility, dal canto loro, respingono l’accusa di praticare l’eugenetica perché - dicono - “forniscono informazioni che i genitori possono usare per dare ai propri figli la miglior vita possibile”.
Big Fertility, mercato della fecondazione in vitro e rischio Gattaca
E nel frattempo il business della fertilità ingolosisce sempre più, e le ricerche di “gene editing” sui nascituri sono molto ben finanziate. Solo per la fecondazione in vitro (senza calcolare l’utero in affitto), Global Market Insights stimava un mercato in espansione che nel 2023 si aggirava intorno ai 20,2 miliardi di dollari.
Brian Armstrong, co-fondatore e CEO di Coinbase, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute degli Stati Uniti, definisce entusiasta l’insieme delle tecnologie riproduttive come “Gattaca stack”, evocando apertamente la celebre distopia del film ambientato in un mondo dove le persone perfette (fabbricate in vitro) sfruttano e discriminano gli imperfetti, concepiti naturalmente. Verrà il giorno in cui sarà obbligatorio avere figli perfetti concepiti in provetta? Chi farà figli naturali e imperfetti sarà considerato un pericoloso sovversivo? Sarà imputato interamente a lui il costo per le cure di malattie che con l’eugenetica potevano essere evitate? E non sarà forse necessario - comunque - assicurarsi un certo contingente di esseri umani meno intelligenti e meno performanti da adibire alle mansioni più umili?
Eutanasia, bambini artificiali e salute dei figli della fecondazione artificiale
E mentre all’inizio della vita la manipolazione genetica e l’aborto eugenetico (che fa strage anche di bambini con il labbro leporino, o il piede torto, o l’esadattilia, cioè con problemi del tutto eliminabili) uccidono gli imperfetti e gli indesiderati, il suicidio assistito e la deriva eutanasica cui stiamo assistendo eliminano gli scomodi, i malati, i disabili e i sofferenti.
La potenza economica delle Big Fertility, poi, è in grado di coprire con una spessa coltre di silenzio omertoso i fallimenti e i problemi inerenti alla fecondazione artificiale, sia in termini di salute fisica e psichica dei genitori, specie delle madri, sia in termini di salute fisica e psichica dei (pochi) figli risultanti che, rispetto ai bambini naturali, hanno più difetti alla nascita e presentano una maggiore incidenza di malattie e tumori rari.
Del resto non serve essere scienziati per capire che un embrione concepito nel caldo del grembo materno, con gameti selezionati dalla natura e che si rapporta con l’essere umano madre, sta meglio di quello concepito con gameti selezionati al microscopio - magari dall’Intelligenza Artificiale - e che si “rapporta” con il vetro freddo della capsula di Petri: la persona umana è o non è un soggetto di relazione?
Un impegno e una responsabilità culturale per ciascuno di noi
Alla luce di tutto questo, ancora una volta è urgente ribadire che è nostra precipua e individuale responsabilità vivere con verità nell’ambito delle relazioni (fisiche e virtuali) di cui siamo intessuti. Dobbiamo mettere in guardia amici, parenti e conoscenti che vengono tentati dal marketing del figlio a tutti i costi, pur con la massima comprensione e carità nei confronti delle coppie sterili.
Dobbiamo promuovere la scienza vera, che è sempre “buona” e rispettosa della persona umana. Ricordiamo che, se da un lato proliferano gli studi come quello di Egli, dall’altro, superando mille ostacoli, il team del professor Noia del Gemelli di Roma ha recentemente pubblicato una ricerca che annovera tra le cause della sindrome di Down un fattore autoimmune: questo potrebbe essere il primo passo verso la cura e la prevenzione del problema genetico, che è cosa molto diversa dall’eliminazione del bambino imperfetto.
Questo serve a diffondere la verità e la speranza.
Serve a contrastare tutto quello che, tramite gli schermi di ogni dimensione, cerca di farci il lavaggio del cervello in senso mortifero e utilitaristico. Può sembrare una battaglia impari. Ma ricordiamo che la natura è dalla nostra parte: abbiamo un Alleato che già da tempo si è garantito la vittoria.