La Gaystapo si arrabbia se dici “W LA F...”

La Gaystapo ha mandato i Carabinieri a casa di un noto imprenditore di Latina.

La sua colpa: ha esposto uno striscione fuori dalla finestra, in occasione del Gaypride di ieri, in cui inneggiava al noto frutto dell’albero di fichi, declinato al femminile (vedere foto, pubblicata da Latina 24 Ore).

L’autore dello striscione ha scritto un’espressione piuttosto volgare, è vero. La Gaystapo non gradisce la volgarità, probabilmente. Il tipo si è giustificato dicendo che lui voleva esprimere il suo orientamento sessuale in pubblico, così come fanno i partecipanti alla manifestazione colorata dell’orgoglio gay. Ma la Gaystapo, quando si tratta di pubblico decoro, non sente ragioni: solo il gaypride assicura un’espressione sobria ed educata dei gusti sessuali degli individui che vi partecipano.

Insomma, insiste l’autore dello striscione, come ha diritto di esprimersi , appunto, l’orgoglio gay, in modo non sempre del tutto scevro da volgarità, così lui ha voluto esprimere il suo orgoglio etero. Ma ovviamente la Gaystapo manca di ironia, non ama la goliardia e non ama neanche la fxxx: i carabinieri hanno bussato a casa del signore in questione e lo striscione è stato rimosso.

Su internet, le varie testate come Latina 24 Ore, che hanno riportato la vicenda hanno anche pubblicato la giustificazione dell’autore del gesto che, regnante la Gaystapo, è da considerare quanto meno insano.

Non sono un omofobo ho voluto solo riaffermare i miei gusti sessuali, ha provato a giustificarsi così l’autore della provocazione. “I gusti sessuali fanno parte di una sfera personale. Perché farne una manifestazione?” allora per “parità di ‘genere’ ho voluto dire la mia. Purtroppo è durata poco la mia libertà”.

Certo. Oggi è la Gaystapo che vigila e garantisce le libertà. E la  concezione di libertà della Gaystapo è piuttosto a senso unico...

Redazione

 


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