02/10/2013

La doppia morale di Obama: Siria e Aborto

Quando il presidente di un Paese fa appello alla morale, è il primo ad essere sotto esame. Star Parker, fondatrice e presidente del CURE, Center for Urban Renewal and Education, ci spiega perché la posizione di Obama su Siria e aborto mettono in crisi la leadership statunitense.
Obama ha posto la questione dell’attacco alla Siria in termini morali, affermando che gli Stati Uniti hanno il dovere di intervenire per prevenire ulteriori attacchi chimici, come quello che ha ucciso 1.429 persone il 21 agosto. Tuttavia per la Parker “i risultati alquanto dubbi raggiunti dal presidente, in termini di sacralità della vita e principi morali tradizionali, mettono in crisi la credibilità della sua leadership morale”.

Obama ha definito l’uso del gas contro i civili, specialmente i bambini, un crimine contro l’umanità. Per questa ragione, secondo Obama, gli USA hanno l’obbligo morale di intervenire per fermare l’uccisione di altri bambini e per rendere più sicuro il futuro dei bambini statunitensi: “è questo che rende l’America differente” ha concluso Obama. “Purtroppo sotto la guida di questo presidente l’America non è affatto differente” è il commento della Parker, che sottolinea come Obama sia il primo presidente degli States ad aver indirizzato ufficialmente un messaggio alla più grande associazione abortista del mondo, la Planned Parenthood finita recentemente sotto inchiesta.  Suona strano che entrambi i discorsi, quello sulla Siria e sugli aborti, finiscano con un “Dio vi benedica”.

La Parker allora si chiede “come può un Presidente che invoca la benedizione di Dio sul più grande operatore di aborti americano essere credibile quando giustifica l’intervento militare come un obbligo morale? [..] Se il presidente è davvero preoccupato per l’uso di armi chimiche contro i bambini perché non è seriamente preoccupato del crescente numero di aborti chimici, fatti con la pillola RU486 legale dal 2000? Il 32% degli aborti nelle cliniche della Planned Parenthood, per cui Obama ha chiesto la benedizione di Dio, è compiuto attraverso questo farmaco”.

Il presidente di CURE parla infine della riforma sanitaria soprannominata “Obamacare”, che se da una parte allarga gli utenti del sistema medico, che negli USA è esclusivamente privato, dall’altra però obbliga i datori di lavoro a fornire gratuitamente ai propri dipendenti farmaci contraccettivi e soprattutto abortivi, come la RU486, con buona pace della libertà di coscienza. Il tutto con l’aperto sostegno del Presidente Obama, che si trincera dietro la bandiera, propagandistica quanto demagogica, della salute della donna e dei “diritti riproduttivi” (se vuoi approfondire leggi qui). La Parker conclude “la luce della libertà non può brillare se non è alimentata dalla coerenza della morale. [...] I bambini nati e non nati sono stati vittime innocenti nel nostro stesso paese. Se permettiamo che questo accada in casa nostra come possiamo pretendere di esprimere un giudizio morale ed essere credibili all’estero? Non possiamo, è questo il problema centrale oggi”.

Fonte: Giovani Prolife/TE

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