27/09/2019

La deriva che si sta prendendo sul “poliamore”

La vicenda della piccola Martina e dei suoi genitori e degli amici dei genitori, emersa nei giorni scorsi su diversi organi di informazione italiani, non è per nulla incredibile, dimostra piuttosto la inconsistenza dei legami “poliamorosi” che sembrano invece crescere negli appetiti di mass media e cultura dominante. Dopo la battaglia (in gran parte vinta) per legalizzare il “matrimonio omosessuale o transessuale” in tutto il mondo, il passo successivo non poteva essere che il riconoscimento dei legami “poliamorosi”, al di là delle conseguenze disastrose per i figli e le stesse persone coinvolte. Paradossalmente, l’Occidente che pontifica sulla immoralità e la mancanza di rispetto per la dignità della donna quando parliamo di matrimoni islamici con più mogli, ora si lancia verso la legalizzazione dell’harem.

Il primo caso era già emerso in Canada con la decisione, nel giugno 2018, di riconoscere paternità e maternità di un figlio ad un trio poliamoroso di residenti nella regione del Labrador. Il Canada ha legalizzato le relazioni poliamorose da tempo, mentre continua a punire la bigamia e la poligamia. Il caso canadese era di per se semplice: due uomini vivono con una donna, la donna ha avuto un figlio, tutti e tre hanno chiesto che entrambi i maschi fossero riconosciuti come padri del bambino. Il dibattito sulla necessità di non criminalizzare né discriminare la minoranza sessuale che desidera relazioni poliamorose è iniziato, quantomeno sulle riviste scientifiche, con un articolo di Pshycology Today del 2014, in cui ci si diceva molto preoccupati per le sfide legali che i “poliamorosi” dovevano affrontare negli Stati Uniti.

Già la scorsa primavera il diffusissimo quotidiano inglese Metro si chiedeva se ci stessimo muovendo verso una società nella quale si stesse passando dalla scomparsa del matrimonio monogamico ad una crescita di relazioni poliamorose e, a giustificazione scientifica dell’evoluzione, si portava una ricerca dell’Università di Montreal nella quale si proverebbe che solo il 17% delle persone del Pianeta ha una reale desiderio di legame monogamico stabile.

Il poliamore, noto anche come non monogamia consensuale, sembra aumentare di popolarità tra i giovani, anche se senza cifre definitive è difficile sapere quanto di tutto ciò sia una questione di maggiore visibilità o scelta.

La verità sul poliamore è semplice (e devastante), come titolava il The Guardian in un articolo dello scorso anno: «Tutto ciò di cui hai bisogno è amore, la verità è il poliamore». In effetti, in una società contemporanea come la nostra, dove tutto è relativo e istintivo, la soluzione più facile e irresponsabile non può che esser quella. Se ci pensate, una legalizzazione del sesso libero come negli anni ’70. Corriamo verso l’estinzione della civiltà, della libertà e della responsabilità e, con il poliamore, diamo una ulteriore accelerata in questa direzione, favoriti in ogni istinto e dominati dal potere.

 

di Luca Volontè

 

 

 

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