20/10/2021 di Manuela Antonacci

La Carriera Alias continua il suo proselitismo. Ora arriva anche a Bari

Anche il liceo Scacchi di Bari, ahinoi, si aggiunge alla lista degli istituti (dieci in tutto, ad oggi, in Italia) che hanno deciso di adottare la Carriera Alias, seguendo a ruota il Ripetta di Roma e il Marco Polo di Venezia.

In particolare, in questo caso, la proposta è arrivata – ed è stata poi accolta – direttamente dagli studenti. Uno di loro ha spiegato alla stampa che il senso di tale iniziativa sarebbe quello di “anticipare i provvedimenti che si renderanno necessari al termine del procedimento di transizione di genere“, facilitando l’inserimento degli strumenti trans* nella comunità scolastica proteggendo la privacy e  garantendo il rispetto della dignità dell’individuo, la correttezza nei rapporti interpersonali e il reciproco rispetto delle libertà e all’inviolabilità della persona“.

Noi ci chiediamo, invece, come si possa coniugare l’inviolabilità della persona con la scelta di un nome che rispecchi un’identità altra, è proprio una contraddizione in termini! Anzi, al contrario: l’inviolabilità di una persona è data (o dovrebbe essere, il condizionale è d’obbligo) proprio dall’inviolabilità della sua identità.

La valenza dell’identità alias, infatti, è limitata al contesto dell’aula e non riguarda, invece, i documenti scolastici, come il diploma: per questo tipo di documenti, infatti, è necessaria la sentenza di rettificazione anagrafica del tribunale. La carriera Alias, è bene ribadirlo, può essere richiesta dagli alunni maggiorenni o dai genitori degli alunni, purché dimostrino di aver cominciato un percorso medico e psicologico “teso a consentire l’eventuale rettificazione di attribuzione di sesso e desideri utilizzare un nome diverso da quello anagrafico”.

La preside del liceo, intanto, non ha dubbi, per lei i tempi sarebbero maturi per simili cambiamenti. “La scuola – ha affermato - è il luogo per eccellenza dell’educazione con la lettera maiuscola, ed è nostro dovere creare per i ragazzi un ambiente sereno e lontano dalle discriminazioni”.

 

 

 

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