11/09/2026 di Redazione

Social freezing e fine vita: la rivolta social contro Isabella Tovaglieri

Isabella Tovaglieri contestata sui social per le posizioni sul fine vita. Gli elettori: «Ci sentiamo traditi».

Sopra la sua firma c'era scritto: «Letto il Manifesto, mi impegno a rispettarlo». Il primo impegno era difendere la vita «dal concepimento alla morte naturale, a prescindere da qualsiasi condizione personale». Due anni dopo ha indicato il suicidio assistito come modello da seguire e il social freezing come pratica da supportare. Non l'abbiamo scoperto noi: ce l'hanno segnalato i suoi elettori. Stiamo parlando del “dietrofront” politico dell'eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri, che ha così disatteso la sottoscrizione del Manifesto valoriale dell'associazione, proposto – come ad ogni tornata elettorale – anche prima delle elezioni europee del 2024 e che appunto Tovaglieri firmò – con tanto di intervista – durante quella stessa campagna elettorale che la portò poi ad essere eletta.

Ora i post social pubblicati nelle ultime settimane dalla stessa Tovaglieri – in particolare quelli di plauso alla Regione Veneto per aver votato una legge sul fine vita – sono stati inondati da critiche e attacchi. Una vera e propria rivolta social da parte di cittadini ed elettori che ha palesato le contraddizioni e l'incoerenza politica dell'eurodeputata.

I commenti social

«Ma non aveva aderito al manifesto di Pro Vita & Famiglia? La vita è sacra dal concepimento fino alla morte naturale. Attenzione, perché si inizia con casi disperati come cavalli di troia e poi si allarga la platea»

È quanto si legge su X da parte di un utente, mentre un altro è andato a ripescare sul nostro sito l'intervista che avevamo dedicato a Tovaglieri in campagna elettorale, quella con la foto in cui teneva in mano il Manifesto, e ha commentato:

«Mi scusi, è sempre lei? Condivide ancora il contenuto di questa intervista?».

Centinaia di like, decine di condivisioni, nessuna risposta. Il tono di centinaia di commenti sotto i suoi post sembra essere a tutti gli effetti quello di chi si sente preso in giro. Uno dei commenti più ricondivisi e con più like è quello dello scrittore Antonio Socci:

«Così è il fine vita del suo partito. Complimenti!».

Ma sono le parole di chi l'aveva votata a colpire di più.

«Cara Isabella, ti ho stretto la mano, ti ho votato perché eri della Lega dove non c'è mai stato il suicidio assistito, anzi il contrario. Ora tu mi tradisci, mi pugnali alle spalle, calpesti il mio voto», ha scritto un'elettrice.

Altri, invece, hanno ricordato che il tema non era mai stato inserito nel programma elettorale:

«Nessuno ve lo ha chiesto. Nel programma elettorale non c'era. Non siete cattolici come dicevate. W la vita dal concepimento alla MORTE NATURALE. Ce lo ricorderemo alle elezioni».

E ancora:

«La cosa peggiore in politica sono quelli che si prendono i voti per difendere dei valori e poi dicono il contrario».

Chi soffre chiede cure

Scorrendo le centinaia di risposte, colpisce che quasi nessuno si limiti a protestare: molti indicano un'alternativa concreta.

«La scelta è dare sollievo a queste persone, non somministrare la morte. I farmaci ci sono, mancano le strutture per accudire giorno e notte le persone e i loro familiari che ne hanno bisogno. La civiltà si misura in vita dignitosa e morte dignitosa, non in una iniezione», scrive un utente.

«Fate funzionare come si deve le cure palliative e l'assistenza domiciliare, invece di affrettare la morte come fosse l'unica chance!», scrive un altro, annunciando che non voterà più Lega.

C'è poi chi chiede direttamente all'eurodeputata di mettersi nei panni di chi soffre:

«Lei vorrebbe che sua madre o suo padre o suo figlio, nello sfortunato caso fosse ammalato, venisse accompagnato al fine vita con cure palliative, amore e vicinanza, o preferirebbe risolvere il problema con l'eutanasia?».

E poi c'è una testimonianza che pesa più di ogni argomento politico, quella di una donna con disabilità motoria:

«Come avete potuto? Ora, come disabile motoria che lotta ogni giorno per curarsi, per lavorare, per sopravvivere lo Stato italiano mi offrirà la soluzione “finale” a tutti i problemi. Che altro aggiungere? Grazie di tutto. Di cuore».

In Italia le cure palliative arrivano solo a una minoranza di chi ne avrebbe diritto e l'assistenza domiciliare resta un miraggio in mezzo Paese: in questo vuoto, offrire per legge una procedura per morire non allarga la libertà di scelta, è l'unica scelta che lo Stato riesce a organizzare in tempi rapidi. In tal senso, il commento più asciutto ed eloquente resta forse questo:

«La legge sul fine vita c'era già: “Non uccidere”».

Dietro le proteste c'è anche un conto politico, che gli elettori stanno presentando da soli. Come si vede da ciò che scrive una donna:

«Mio marito alle Europee aveva votato Lega per la prima volta in vita sua: ma sarà l'ultima».

Oppure:

«Bene Onorevole, mi pento di averla votata e le assicuro non lo farò più» – «Per questo esistono già Pd, Iv, Avs. Non guadagnerete nuovi elettori, perderete quelli che avete» – «La prossima volta dillo prima, così che gli elettori possano evitarti accuratamente».

Sono voci diverse tra loro, ma che convergono su un unico punto: chi ha votato Tovaglieri pensando di sostenere posizioni difese per anni dal centrodestra sulla vita e sul fine vita si sente oggi tradito da dichiarazioni mai annunciate prima del voto. Hanno ragione a chiederne conto: l'eurodeputata aveva sottoscritto un impegno scritto, pubblico e verificabile, e ora lo ha tradito. I suoi stessi elettori, prima ancora di ogni analisi politica, se ne sono accorti da soli.

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