Nel 2024 l’Irlanda ha registrato il numero più alto di aborti da quando la pratica è stata legalizzata: ben 10.852 interruzioni di gravidanza, secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero della Salute. Si tratta di un incremento dell’8,16% rispetto all’anno precedente, quando gli aborti furono 10.033. Un macabro record che si associa all’altrettanto drammatico “boom” di aborti se il confronto lo si fa con il 2019, anno di entrata in vigore la legge che ha introdotto l’aborto su richiesta. All’epoca furono 6.666, oggi siamo a un aumento del 62,8%. In totale, quindi, sono stati 48.984 gli aborti eseguiti in Irlanda tra il 2019 e il 2024. Un trend che non solo non accenna a rallentare, ma che conferma una crescita costante e allarmante anno dopo anno.
Lo scenario irlandese
Quanto sta accadendo in Irlanda è conseguenza diretta del referendum del maggio 2018, che portò alla cancellazione dell’Ottavo Emendamento della Costituzione, il quale riconosceva esplicitamente il diritto alla vita del nascituro. Con il 66,4% dei consensi, la campagna per il “Sì” ottenne la vittoria e aprì la strada alla legge che ha legalizzato l’aborto su richiesta fino alla dodicesima settimana. La normativa, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, ha dunque introdotto un vero e proprio cambio di paradigma: da un sistema che tutelava i bambini non nati a uno che ha normalizzato e reso sistematico il ricorso all’aborto. I numeri attuali sono l’espressione concreta di questo cambiamento culturale e legislativo.
«Una tragedia nazionale»
«I nuovi dati sono scioccanti», ha dichiarato Eilís Mulroy, esponente della Pro Life Campaign, il più importante movimento pro-vita irlandese. «Dal 2019, il numero di aborti è cresciuto ogni anno, mentre i vari governi non hanno fatto nulla per promuovere politiche di sostegno alla maternità o per ridurre il ricorso all’aborto». Mulroy ha inoltre denunciato la decisione del Governo di pubblicare i dati a tarda sera di venerdì, per il secondo anno consecutivo: «Una tattica deliberata per evitare un dibattito pubblico su un quadro legislativo profondamente inquietante». Anche Catherine Robinson, portavoce di Right To Life UK, ha commentato con fermezza: «Ognuno degli oltre diecimila aborti del 2024 ha posto fine alla vita di un essere umano unico e irripetibile. Meno di dieci anni fa, in Irlanda la legge proteggeva i bambini nel grembo materno. Oggi, invece, vengono eliminati a un ritmo di oltre 10.000 l’anno. È una tragedia nazionale».