14/10/2021 di Luca Volontè

Irlanda. Ecco come le scuole spingono alla transizione di genere

Ci sono alcune scuole irlandesi che stanno aiutando i bambini a "transitare socialmente" al sesso opposto, a volte senza nemmeno informare i genitori del bambino.

Una denuncia choc, quella portata dalla senatrice Sharon Keoghan al Senato nei giorni scorsi: “Come l'Assemblea saprà, i genitori in Irlanda hanno il diritto di essere informati sulle questioni relative ai loro figli e di essere consultati sulle questioni educativ. Sia la Costituzione che l'Education Act del 1998 sono chiari sul requisito, per i genitori, di essere informati su tutte le questioni rilevanti. Tuttavia, sono stata informata che questo non avviene sempre, poiché ci sono casi di scuole che prendono decisioni relative ai bambini senza la conoscenza o il consenso dei genitori. Questo si verifica quando uno o più bambini in una scuola dicono al loro insegnante che non si auto-identificano più con il loro sesso biologico e desiderano essere indicati con un nuovo nome e nuovi pronomi e di essere trattati, a tutti gli effetti, come se fossero del sesso opposto".

La senatrice Keoghan ha poi fornito un esempio della gravità dei pericoli, perché se a una ragazza viene dato testosterone per soli tre mesi, ella "sperimenterà una crescita irreversibile di peli sul viso e sul petto per tutta la vita, che è un prezzo molto alto da pagare per una decisione istintiva in un particolare momento di confusione durante la propria adolescenza". Le singole scuole sono lasciate da sole a decidere e gestire questi casi. Questa assenza di regolamentazione produce effetti molto diversi, con alcune scuole che organizzano incontri con i genitori dei bimbi, in modo che si possa rispettare la volontà dei genitori, mentre in altre scuole si decide senza informare i genitori e ciò crea grossi problemi anche logistici: come l'uso di spogliatoi e servizi igienici del sesso opposto e la sistemazione per dormire durante le gite scolastiche.

La denuncia al Senato avrebbe dovuto ricevere una risposta del Ministero della Educazione, ma nonostante la gravità della situazione il Ministro Norma Foley non si è degnata di presenziare alla seduta, né ha chiarito la posizione ufficiale del governo. Un atteggiamento doppiamente grave, non solo per l’aperta violazione dei diritti dei genitori ed i pericoli che corrono i bimbi e le bimbe, ma anche perché consentire al caos di diffondersi nelle scuole irlandesi significa solo moltiplicare pericoli, drammi e abusi.

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