L’indottrinamento degli studenti nelle scuole procede a marce forzate. I genitori, infatti, segnalano a Pro Vita & Famiglia sempre più spesso situazioni più preoccupanti.
Come all’Aquila, dove un Istituto Comprensivo ha addirittura siglato una convenzione con Arcigay per portare a scuola attività “educative e formative” su stereotipi e discriminazioni, oppure a Firenze è attivo il progetto “A scuola per fare le differenze”, rivolto ai bambini della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, che prevede giochi e video sugli “stereotipi di genere” e lezioni sulle innumerevoli “identità di genere”. A conclusione è prevista una testimonianza in classe da parte di volontari LGBT, sempre in orario di lezione.
Solo due dei tantissimi esempi di progetti Lgbtqia+ che ogni giorno toccano le classi di decine di scuole, spesso di ogni ordine e grado. Menzogne, concetti confusi, principi pericolosi su temi delicatissimi, proposti a bambini e preadolescenti da parte di enti esterni ideologici e sedicenti esperti, senza un consenso informato, libero e preventivo dei genitori. Questa non è educazione condivisa: è indottrinamento; è uno scavalcamento della famiglia.
Per questo il disegno di legge sul consenso informato della famiglia a scuola (il cosiddetto Ddl Valditara) è così importante. Tra pochissimi giorni (lunedì prossimo, 10 novembre 2025) il disegno di legge - che consentirebbe di bloccare gran parte dell’indottrinamento gender a scuola - arriverà per la discussione in aula alla Camera dei deputati.
Il momento, lo si è capito e lo si sa da tempo, è critico: il lavoro di Pro Vita & Famiglia di pressione sul Parlamento è arrivato quasi all’ultima fase e la onlus deve intensificare le iniziative di sensibilizzazione. Siamo infatti a un passo dal traguardo di una battaglia iniziata 13 anni fa contro l’indottrinamento gender. Ogni firma, ogni mail, ogni presenza in piazza ha contato. Ora serve il cuore…
Per questo è importanti sostenere Pro Vita & Famiglia onlus con una donazione per intensificare l’azione di pressione sui deputati e ottenere finalmente una legge che protegga la libertà educativa della famiglia e blocchi il gender a scuola!
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Nelle ultime settimane, la Commissione parlamentare ha approvato emendamenti chiave che potenziano il consenso informato dei genitori. Pro Vita & Famiglia, inoltre, sta finalizzando un Policy Brief operativo da mettere in mano a tutti i deputati di maggioranza, per evidenziare la necessità del disegno di legge sul consenso informato che includa anche il divieto di introdurre l’ideologia gender a scuola.
In parallelo, continuiamo la sensibilizzazione pubblica (media, social, video, convegni sul territorio) e monitoriamo i casi che ci vengono segnalati a livello locale da genitori costernati, come quelli già citati de L’Aquila e di Firenze.
È il momento decisivo: servono regole chiare, consenso scritto e trasparenza su chi entra in classe.
Con una donazione è possibile aiutare Pro Vita & Famiglia a incidere sull’approvazione del testo di legge e a informare le famiglie
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Non è una guerra ideologica: è una questione di lealtà e giustizia educativa. Se un progetto è serio, documentato, rispettoso dell’età e realmente formativo, supererà senza fatica il filtro del consenso informato. Se, al contrario, è ideologico, vago o non adeguato, è giusto che non entri. Il consenso informato non blocca la scuola: la rende più giusta e vera, perché la riannoda alla famiglia e rimette al centro il bene del minore. In fondo, la domanda decisiva è una sola: chi, se non i genitori, deve avere l’ultima parola su ciò che entra nella mente dei figli?
È qui che il consenso informato smette di essere un tecnicismo e diventa giustizia educativa: rispetto per la scuola, rispetto per la famiglia, rispetto per il bambino.
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