23/02/2014

Indagini e conflitto d’interessi sull’esercizio dell’eutanasia in Belgio

Dopo 11 anni di partecipazione attiva all’eutanasia su larga scala, il dottor Wim Distlemans è stato denunciato dalla Medical Association belga. In una lettera di tre pagine Tom Mortier e il dottor Georges Casteur sostengono che Distlemans non aveva la competenza per valutare se la madre di Mortier , Godelieve De Troyer, fosse idonea a scegliere l’eutanasia volontariamente .

Distlemans non è uno psichiatra, né il medico di famiglia della donna, ma un oncologo. La signora De Troyer era fisicamente sana e non soffriva dolore fisico. Gli psichiatri che l’avevano in cura ritenevano che potesse riprendersi dallo stress emotivo in cui versava. I media non fanno altro che presentare scene commoventi di persone sottoposte ad eutanasia circondate da parenti in lutto, ma sereni. Mortier, invece, ha dichiarato che la madre non ha fatto sapere nulla ai parenti e ancora soffre per non aver potuto tentare di dissuaderla e prendere congedo da lei. I sostenitori di Distlemans sottolineano che la legge è chiara in merito: i parenti devono essere informati solo se il paziente lo consente, altrimenti il medico violerebbe il segreto professionale.

Mortier e Casteur hanno anche provato che la De Troyer ha fatto una donazione di 2.500 euro all’associazione di Distlemans , Leif , due mesi prima di morire . Lo stesso Distlemans, che somministra l’eutanasia a molti pazienti , è anche il capo della commissione che vigila sul rispetto della legge sull’eutanasia: è questo un chiaro conflitto di interessi che va sanato.   Distlemans è stato restio a commentare la cosa con i media: ha solo fatto osservare che questa è la prima denuncia che gli è stata sporta in 11 anni di “onorata professione”...

Traduzione a cura di Francesca Romana Poleggi

Fonte: Bioedge

 

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