03/03/2020

In Svezia esplodono i casi di minori transgender e ora si indaga sulle cause

In Svezia è boom di bambine trans ormai. Lo straordinario aumento delle diagnosi di disforia di genere tra le ragazze adolescenti è documentato dal rapporto del Board of Health and Welfare del Paese, che ha confermato un aumento del 1.500% tra il 2008 e il 2018 nelle diagnosi di disforia di genere riguardanti le ragazze tra i 13 e i 17 anni.

Come racconta il Guardian nell'autunno del 2018, il governo guidato dai socialdemocratici, sotto la pressione del gruppo omosessualista RFSL, ha proposto una nuova legge che ridurrebbe l'età minima per le cure mediche di riassegnazione del sesso da 18 a 15 anni, eliminando ogni necessità per i genitori di acconsentire e per permettere ai minori di 12 anni di cambiare il proprio genere legale.

Lo scorso marzo qualche voce autorevole si è fatta sentire: Christopher Gillberg, psichiatra dell'Accademia Sahlgrenska di Göteborg, ha scritto un articolo sul giornale Svenska Dagbladet avvertendo che il trattamento ormonale e la chirurgia sui bambini era "un grave esperimento" che rischiava di trasformarsi addirittura in uno dei peggiori scandali medici del paese.

Mentre, lo scorso aprile, Uppdrag Granskning, un programma televisivo di giornalismo investigativo, ha mostrato vari casi di persone che hanno cambiato sesso e poi si sono pentite di questa operazione così invasiva anche perché, di fatto, irreversibile, suscitando molti dubbi sull'opportunità di consentirla anche a minorenni. In particolare, a finire nel mirino del programma, è stato il Karolinska di Stoccolma, un ospedale universitario che si occupa di “curare” i minori con disforia di genere. L'istituto è balzato agli onori della cronaca per aver effettuato delle mastectomie su ragazzi di 14 anni e, secondo le accuse, per non aver tentato prima di risolvere le loro problematiche psicologiche.

 Anche per questo motivo, il disegno di legge che avrebbe abbassato l'età minima per la riassegnazione del sesso è stato momentaneamente messo da parte e al Board of Health and Welfare è stata chiesta una nuova indagine sugli effetti di questo tipo di interventi sulla psiche di chi li subisce. E ora se ne attendono i riscontri per il prossimo 31 marzo.

 

di Manuela Antonacci

 

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info