28/05/2020 di Manuela Antonacci

In Germania vietate le terapie riparative, esulta la lobby Lgbt

Incredibile ma vero, in Germania, lo Stato, come il grande Leviatano di Hobbes, con i suoi innumerevoli tentacoli, è arrivato ormai ad insinuarsi nelle famiglie, allungando le sue propaggini anche sulle menti dei minori, sottraendoli alla legittimità autorità dei loro genitori.

Di cosa stiamo parlando? Del divieto per i minorenni ad intraprendere terapie riparative, per combattere tendenze sessuali con cui non sono a loro agio, nemmeno dietro consiglio dei loro genitori. Così ha deciso il Bundestag, il parlamento federale tedesco, il 7 maggio scorso. Ma non basta perché la legge approvata dichiara addirittura illegale qualunque suggerimento di genitori e psicologi finalizzato a far ricredere i propri figli o i propri pazienti sulle loro tendenze omosessuali.

Il motivo? E’ presto detto e altro non è che il presupposto e il sostrato ciecamente ideologico da cui questa decisione prende le mosse e ben espresso dalle parole del ministro della sanità tedesco Christian Democrat Jens Spahn (CDU) perfettamente coerenti con l'ideologia di genere: "Il termine terapia è fuorviante. Dove non c'è malattia, non c'è bisogno di terapia". Ne consegue che, poiché l'omosessualità non sarebbe una malattia, è necessario "accettare tutti così come sono".

Insomma, il solito “approccio affermativo” che non tiene in nessun conto il parere della scienza, riguardo la binarietà maschile –femminile e dunque l’inesistenza di una concezione dell’identità sessuale intesa come “spettro” a più sfumature.

Ma questa assurda legge arriva ad imbavagliare completamente anche chi desidera chiedere aiuto, prevedendo fino ad un anno di reclusione e una multa di 30.000 anche per chi risponde alla richiesta volontaria di aiuto da parte di un giovane che voglia combattere certe pulsioni. E la cosa più grave è che ciò vale, non solo per gli psicologi ma persino per i genitori.

Insomma siamo all’annientamento completo della potestà genitoriale, da parte di un vero e proprio stato etico che, con una nonchalance da paura, entra anche nelle coscienze dei suoi cittadini e nei rapporti più sacri e intimi, come quelli tra genitori e figli, sbrindellandoli con leggi ad hoc.

Un’operazione questa, avvenuta in Germania sì, ma che in tutta Europa procede a pieno ritmo, grazie al sostegno delle lobby LGBT che mirano ormai, con il loro continuo tentativo di relativizzare il concetto di “famiglia”, a scindere i legami biologici familiari partendo proprio dalla distruzione del sacrosanto diritto alla priorità educativa dei genitori sui figli, rendendoli proprietà dello Stato, come nelle peggiori dittature che, per affermarsi, sono sempre partite dalla distruzione della famiglia, perché come diceva Chesterton la famiglia «è una cellula anarchica dove vigono delle regole proprie, che non sono né dello Stato, né del mercato»

«Una camera di compensazione a protezione dell’individuo. Se gli togli la famiglia, l’individuo diventa il perfetto consumatore, solo davanti al mercato e allo Stato» e questo, certe lobby lo sanno bene.

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