02/07/2020 di Manuela Antonacci

Il video choc diventato virale: padre esorta figlio a scegliere l’orientamento sessuale che più desidera

Oggi parliamo di uno dei video più virali, ahinoi, che sta circolando in questo periodo, su Facebook, sulla pagina di Freeda. Tanto per incominciare chiariamo che cos’è Freeda: si tratta di una startup editoriale italiana che è cresciuta moltissimo nell’ultimo anno e mezzo, raccogliendo attorno a sé 10 milioni di dollari di investimento. Nata nel settembre del 2016, oggi conta più di 1.3 milioni di fan su Facebook e oltre 600mila follower su Instagram. Vorrebbe essere un magazine giovane e femminista ma in realtà propina contenuti in salsa gender, ogni giorno, come se non ci fosse un domani: dal bambino che si percepisce transgender sin dalla tenera età di 4 anni, ai cartoni animati in versione lesbo, passando per maschi che amano ballare in pantaloncini e tacchi e tanto altro.

Questa volta, Freeda ha deciso di “deliziarci” rimbalzando un video ancora più discutibile, perché ha come protagonista un papà che, dall’atteggiamento che assume nelle riprese, sembra volersi porre quasi a modello universale nei confronti di tutti gli altri genitori. L’uomo esordisce raccontando subito le sue gesta: “Azai ha compiuto gli anni recentemente e ha ricevuto due regali uguali, per cui gli ho detto: Andiamo al negozio di giocattoli e cambiamone uno con qualcosa che non hai. Questo è quello che ha scelto” - e l’uomo brandisce una bambola super femminile e luccicosa- il bambino alle sue spalle ride divertito, mentre il papà si atteggia facendo quasi il verso a chi considererebbe imbarazzante questa scelta azzardata. E prosegue: “Ora, come pensate che si senta un papà quando suo figlio vuole prendere questo? Yeah!!! E’ così che mi sento! Lascio che i miei figli scelgano le loro vite, io e la mamma siamo così, vero? Diciamo semplicemente, qualsiasi cosa vuoi, sceglila. Scegli il tuo modo di esprimerti, scegli la tua identità sessuale, scegli ciò che ti piace”.

Ci sarebbero tante considerazioni da fare: innanzitutto il bambino a cui il papà si rivolge avrà tra i 4 e i 5 anni massimo: età in cui non si sa nemmeno ancora distinguere la destra dalla sinistra, figuriamoci se si riesce a capire il concetto di “identità sessuale” e tantomeno si riesce fare distinzione tra “sesso” e “genere”.

Inoltre, l’atteggiamento del padre merita davvero biasimo: se un genitore è convinto di fare bene lasciando fare al figlio ciò che vuole, allora in che cosa consiste la sua funzione educativa? E con quale coscienza si lascia decidere al proprio figlio ciò che è bene per se stesso, senza fornirgli nemmeno gli strumenti critici per distinguere il bene dal male? E soprattutto queste nostre considerazioni che ci sembrano quantomeno ovvie, come mai non trovano una larga condivisione al punto da suscitare il biasimo generale? Anzi, il dato più inquietante di tutti è che il video ha 24.000 mi piace e 7 mila condivisioni e chissà quanti genitori ci sono tra questi!

Allora viene davvero da farsi due domande sul concetto di “educazione” che la nostra società va maturando e su cosa stiamo mettendo al centro dello sviluppo umano dell’individuo, perché poi diventa tardivo e inutile gridare all’emergenza educativa.

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