08/02/2020

Il racconto choc di una donna cresciuta con il padre transessuale

Oggi vi raccontiamo una storia a dir poco scioccante: quella di Denise Shick , cresciuta negli Stati Uniti con un padre “transgender” che il 24 marzo scorso ha raccontato alla Corte Suprema americana le ossessioni di suo padre transessuale e la sua infelicità, anche dopo aver ottenuto quello che desiderava.

Una storia che descrive un’infelicità profonda: quella di padre e figlia insieme, motivo per il quale la donna chiamata a raccontare la sua storia dai giudici federali, si è opposta alla legalizzazione dei matrimoni tra persone omosessuali. Denise ha raccontato quando, all’età di 9 anni, per la prima volta, sentì dire da suo padre che voleva diventare una donna e di quanto questo, man mano, cominciò a scatenare in lui un atteggiamento compulsivo e disorientante.

Nella mente dell’uomo, infatti, non sembrava esserci spazio per altri pensieri: cominciò a vestirsi e comportarsi da femmina, sua figlia lo ricorda come «un miserabile che voleva che tutti intorno a lui condividessero la sua miseria. Non ricordo un giorno in cui mi sembrò felice o che sorridesse. Risa e gioia semplicemente non facevano parte della sua vita». In più, aveva una grandissima dipendenza dall’alcol che lo portava a diventare violento, prendendo Denise a frustate. Ma il peggio arrivò quando cominciò a palpeggiare sua figlia, nell’illusione di sentirsi donna, come lei.

Tutto questo provocò nella ragazza disorientamento, al punto che adolescente cominciò a bere e, per colmare il suo profondo desiderio di amore maschile e di attenzioni che non avevo ricevuto da padre, cominciò a flirtare con tutti quelli che le rivolgevano attenzioni e alla fine delle scuole medie arrivò a collezionare 13 fidanzatini. Piano piano la sua esistenza cominciò ad avviarsi verso la dissolutezza, fra alcol e uomini, accarezzò anche l’idea del suicidio. A salvarla fu la frequentazione della casa di un amico, che poi diventerà suo marito e da cui imparò cosa fosse una famiglia e chi fosse un padre.

Persino il giorno delle nozze, mentre Denise stava per raggiungere l’altare, «mio padre mi disse che voleva essere al mio posto, per sopravvivere feci finta di non sentire. Mi rubò il mio “giorno speciale” accentrando tutto su di lui e sul suo desiderio egoista».

 Insieme a Denise, diversi adulti cresciuti con coppie dello stesso sesso hanno testimoniato la loro infanzia dolorosa di fronte alla Corte Suprema. «Noi non pretendiamo di dire che tutti i genitori omosessuali o i genitori transessuali agiranno in modo abusivo», ha affermato Denise, ma, anche se le coppie «dello stesso sesso hanno intenzioni buone e buoni curriculum, non sono in grado di fare l’impossibile: come può un uomo fare da modello femminile a una bambina?». Perché «un uomo non è un donna, anche se pensa di esserlo. E se questa Corte cercherà di cancellare il sesso, questo progetto inutile nel lungo periodo non avrà migliori risultati di quelli che ha qualsiasi tentativo di far finta che la natura non esista.

La realtà ha dei limiti che la fantasia e l’irresponsabilità semplicemente non possono superare. Pertanto i cittadini di ogni Stato hanno il diritto, e anche una responsabilità, di proteggere la salute pubblica, il benessere generale e il bene dei bambini non estendendo il matrimonio al di là della sua definizione tradizionale, naturale e sana».

 

di Manuela Antonacci

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