13/01/2021 di Manuela Antonacci

Il partito gay fomenta le adozioni per coppie Lgbt

“In occasione del periodo natalizio è partita la campagna “Dalla parte di tutte le famiglie”, ideata da Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale, con l’obiettivo di promuovere le adozioni per single e coppie LGBT+ (lesbiche, gay, bisex e trans) in Italia, visitando le strutture che hanno in affido i minori, per conoscere meglio le loro esigenze ed i loro bisogni. Durante le visite siamo stati accompagnati anche da un Babbo Natale Rainbow che ha letto fiabe contro le discriminazioni ai bambini.”

Questa esplicita dichiarazione di intenti è comparsa pochi giorni fa, sul sito Partito Gay LGBT+ che evidentemente è al lavoro, per tirare l’acqua al mulino della comunità LGBT sul tema dell’omogenitorialità. E’ chiaro che l’obiettivo della comunità rainbow è sempre stato il matrimonio egualitario che comprende il “diritto” al figlio e che in Italia non è riconosciuto.

Allora che si fa? Siccome è difficile rivendicare una simile pretesa nei confronti di quello che non è un oggetto ma un essere umano, pena passare per egoisti e insensibili, si ricorre alla cornice dell’iniziativa benefica e natalizia.

Nell’evento proposto, nel periodo natalizio, tra le strutture che hanno i minori in affido, sembra si sia ricorso, come al solito, all’indottrinamento in salsa arcobaleno, a suon di “fiabe contro le discriminazioni” che ben sappiamo che messaggi veicolino. E’ questo il modo di ascoltare “le esigenze e i bisogni” dei più piccoli, come si legge nel comunicato? O forse è un modo per condizionare la loro idea di famiglia, in vista degli obiettivi futuri che certi ambienti vogliono realizzare?

Ma ancora più agghiacciante è quanto scrive Fabio Marrazzo, portavoce del partito Gay LGBT+ a proposito dell’iniziativa, dalle colonne dell’Huffington Post e che teoricamente non avrebbe bisogno nemmeno di commenti:

“Le adozioni solitamente tardano a realizzarsi anche perché spesso sono proprio le famiglie di origine a boicottarne gli esiti cercando quasi sempre di non perdere il contatto con i propri figli, creando in questo modo una grande confusione sul piano emotivo e educativo che spesso sfocia in depressioni, conflittualità e problemi psicologici anche più gravi. Gli operatori ci hanno spiegato che nei tribunali le umane istanze dei genitori che non vogliono perdere i figli, inconsapevoli della loro inadeguatezza genitoriale, anche solo temporanea, sono sostenute dagli avvocati d’ufficio, figure legali che spesso svolgono il loro compito meccanicamente, senza curarsi di valutare realmente la soluzione migliore - caso per caso - per i bambini o gli adolescenti.”

E’ agghiacciante come la sacrosanta e comprensibilissima esigenza delle famiglie d’origine di non perdere completamente il contatto coi propri figli, venga vista come un atto egoistico e dannoso per i bambini. Non ci si pone nemmeno la questione del dramma di queste famiglie, dilaniate da problematiche interne che è auspicabile, si faccia di tutto per risolvere o quanto meno migliorare, proprio nell’interesse dei minori. La separazione dei genitori dai figli, che alcune volte, sicuramente può essere necessaria a seconda della gravità della situazione, in questo commento, viene totalmente deprivata dei suoi aspetti drammatici, insistendo sull’inadeguatezza di tali figure genitoriali. E quale sarebbe la soluzione a simili ingiustizie? Lo dice Marrazzo nella chiosa “Ogni bambino ha il diritto di avere una famiglia e tutti quelli che ne hanno i requisiti hanno il diritto di crearla, senza pregiudiziali discriminatorie”.

Insomma la soluzione “nell’interesse del bambino” consisterebbe nell’affidarne la cura a qualunque tipo di nucleo “familiare”, purché ne abbia “i requisiti”. Una contraddizione in termini perché una famiglia formata da un padre e una madre non può davvero essere paragonata a qualunque altro tipo di formazione familiare. Perché, non dovrebbe essere nemmeno necessario sottolinearlo, avere un padre e una madre, con tutte le peculiarità affettive ed educative che caratterizzano queste figure genitoriali, rappresenta davvero il minimo a cui qualunque essere umano debba avere diritto e che lo stato garantisca questo, è davvero la base di partenza dei diritti di ogni cittadino.

Non contento poi Marrazzo, sempre sull’Huffington Post conclude: “L’iniziativa partita nel mese di dicembre proseguirà in varie strutture in Italia nel corso di tutto il 2021.”

 

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