15/11/2025 di Giuliano Guzzo

Il fronte arcobaleno si spacca. Sempre più persone Lgbt contro l’identità di genere

C’era una volta il movimento arcobaleno, ma che ora sembra più fragile che mai, soprattutto dall’interno. A dare conto di questa fragilità, che poi di fatto è frammentazione, ci ha pensato pochi giorni fa un lungo articolo pubblicato dal laicissimo Wall Street Journal a firma di Pamela Paul. Eloquente fin dal titolo - The Growing Divide in the Rainbow CoalitionIl crescente divario nella coalizione arcobaleno») -, il servizio, anche attraverso varie testimonianze raccolte, mette in evidenza come sempre più persone gay si esprimano oggi contro l’ideologia di genere promossa dagli attivisti trans e queer. In effetti, questa frattura si sta manifestando per il fatto che le persone gay e lesbiche – che, per la cronaca, rappresentano almeno il 90% del movimento Lgbt - «risentono di essere “associate forzatamente”, “sopraffatte” o “cancellate” dagli ideologi trans e queer».

Cortocircuito interno

Non si tratta di una divisione solo ideologica o solo minacciata, bensì già fattuale. Il Wall Street Journal ha raccontato come in chat private, in nuovi podcast e all’interno delle nuove organizzazioni Lgb (senza quindi più la «t» dei transgender), molti si stiano interrogando sul fatto se l’alleanza tra la galassia gay e quella trans e queer sia stata, con il senno di poi, davvero un buon affare o meno. Ovviamente, per il fronte Lgbtq+ già solo simili interrogativi rappresentano un atto di lesa maestà e, va da sé, discriminatorio. Il fatto è che ormai la tensione interna al mondo arcobaleno è davvero profonda, ed è sfociata anche in alcune pubblicazioni. Per esempio, è stato da poco pubblicato nelle librerie americane un testo - Cis White Gay: The Making of a Gender Heretic (Bombardier Books, 2025) - in cui l’autore, Ben Appel, dice di aver vissuto due esperienze apparentemente lontanissime (l’appartenenza a una setta cristiana e la frequentazione del mondo queer) prima di accorgersi che, quanto a fanatismo, questi due mondi, a sorpresa, sono assai sovrapponibili; col risultato che oggi Appel – firma di Newsweek che certo non può essere accusata di conservatorismo (è gay e ha «sposato» un uomo con cui vive a New York) - risulta «sempre più allarmato per il danno psicologico e fisico che l'ideologia di genere radicale sta infliggendo ai giovani gay».

Le ragioni della spaccatura

Tornando all’inchiesta di Pamela Paul, le ragioni della divisione con il mondo transgender da parte del mondo gay (definite «sostanziali»), stanno per lo più nel fatto che moltissime persone omosessuali, semplicemente, «non accettano l’idea che non esista un genere biologico o che le persone transgender da maschio a femmina debbano avere accesso a spazi riservati alle donne senza restrizioni». Insomma, sono proprio le rivendicazioni del mondo transgender che, da ormai alcuni anni, fanno imbufalire parte anche del mondo femminista e sono queste stesse rivendicazioni a determinare un clima di tensione nel mondo Lgbt. Come andrà a finire? Per ora è difficile dirlo. Certo è che anche il Wall Street Journal non ha potuto fare a meno di rilevare un altro dato molto significativo e recentissimo (messo in luce in particolare dal sociologo Eric Kaufmann), e cioè il fatto che «i dati recenti indicano che, dopo un decennio di forti aumenti, meno giovani si identificano come trans o non binari». In altre parole, l’apice dell’ideologia transgender - o gender, che dir si voglia – sembra essere superato. Così l’Occidente pare si stia lentamente avviando, ed è forse questa la vera notizia, non tanto a dare ragione agli attivisti omosessuali e a quelle lesbiche, bensì a riscoprire la ragione, per troppi anni trascurata. O, peggio, messa fra parentesi con l’accusa di essere qualcosa di «intollerante» e «divisivo».


 

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.