Il Comune di Roma non si ferma, continua - ormai lo sappiamo, ahinoi, da anni - a promuovere l’Agenda Lgbt soprattutto a bambini e adolescenti, tanto a scuola quanto con attività pubbliche fuori dagli istituti. Una propaganda che, guarda caso, si fa ancora più martellante mentre ci avviciniamo a giugno, il cosiddetto mese del Pride, e l’ultimo evento pro gender per minori è quello dal titolo “Crescere liberi da pregiudizi. Ascolto, diritti e comunità educante contro ogni forma di discriminazione”, ovvero due pomeriggi di giochi e attività laboratoriali che si sono tenuti nella Capitale il 15 e il 18 maggio scorsi in occasione della Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransofobia del 17 maggio. Una scusa che, con il patrocinio proprio del Comune guidato dal sindaco Gualtieri, è servita per parlare a bambini e adolescenti alla “non discriminazione”, allo scopo di «abbattere i pregiudizi e celebrare il valore delle differenze». Si è trattato, dunque, dell’ennesima iniziativa che, dietro il solito pretesto dell’inclusione - attraverso un torneo di calcetto, l’esposizione di lavori artistici e attività laboratoriali sui temi della fluidità di genere - ha indottrinato bambini e ragazzi all’ideologia gender.
Il coinvolgimento dei bambini
Nel dettaglio, il Municipio IX del Comune di Roma ha organizzato lo scorso 15 maggio presso il Casale, in Via Tullio Viola, e il 18 maggio al Centro socio educativo Il sogno di Loreta, in via Tommaso Sillani, l’evento Crescere liberi da pregiudizi contro l’omolesbobitransfobia destinato a bambini e adolescenti di età compresa tra i 4 e i 15 anni. Stando al programma dell’iniziativa, si sono tenuti un torneo di calcetto per ragazzi e ragazze dai 13 ai 16 anni e un laboratorio sull’inclusione per i più piccoli. Tutti i partecipanti hanno poi potuto visitare l’esposizione dei lavori artistici realizzati dai preadolescenti e adolescenti di Spazio Alternativo. Invece, il giorno 18 - a seguito di un’ampia presentazione della Giornata contro l’omolesbobitransofobia - bambini e ragazzi hanno avuto modo di misurarsi, suddivisi in squadre, tanto in attività di memory quanto nella risoluzione di un cruciverbone, e di ascoltare musica anche grazie a una postazione radiofonica live a cura dell’associazione di promozione sociale Pontedincontro. Organizzati da diverse associazioni - tra le quali figura anche l’Arci - e centri aggregativi giovanili particolarmente attivi sul tema dell’inclusione dei minori con particolare disagio, questi due pomeriggi sono stati finanziati con i soldi previsti dal fondo nazionale stanziato proprio per promuovere i diritti e le opportunità di sviluppo di minori e adolescenti, in sinergia con la Quota Servizi Fondo Povertà e, naturalmente, il Dipartimento Pari Opportunità.
Lobby Lgbt in Comune
Purtroppo eventi simili, ahinoi, non destano più particolare sorpresa, dal momento che è ormai tristemente noto quanto l’intero Comune di Roma sia ideologizzato rispetto all’Agenda Lgbt. D’altra parte, il prossimo 20 giugno la Capitale ospiterà ancora una volta il Roma Pride e il sindaco Roberto Gualtieri ha ufficializzato pochi giorni fa la sua partecipazione all’evento. Neanche questo desta particolare stupore, se si considera che lo stesso Gualtieri ha voluto sin dall’inizio del suo mandato Marilena Grassadonia - «attivista lgbtqia+ e per i diritti civili, ingegnera, madre di tre ragazzi», secondo quanto si legge sul suo sito personale - quale delegata nello staff del Sindaco, oltre che come Coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale.
Ddl Valditara: un argine alla deriva gender
Inoltre, è doveroso sottolineare che, per quanto in questo caso si sia trattato di un evento non scolastico, è comunque l’ennesimo campanello d’allarme che svela il diffuso pericolo di indottrinamento gender per i nostri figli. Un pericolo che, ormai lo sappiamo, non risparmia neanche le scuole. Ecco che torna quindi alla mente quanto sia importante e fondamentale che il Ddl Valditara sul consenso informato - che tornerà in Senato il prossimo 3 giugno - venga approvato tempestivamente. È un Ddl che non tocca chiaramente la liceità di svolgere tali eventi privati e al di fuori delle scuole, ma che riguarderà la possibilità di valutare tutte le iniziative simili che dovessero eventualmente tenersi nelle aule scolastiche, affinché - previa visione di titolo, programma ed esperti coinvolti - i genitori di bambini e ragazzi possano finalmente scegliere con libertà e consapevolezza cosa far frequentare o meno ai figli.