16/11/2013

Ignazio Marino, omosessualista e bugiardo, sabota il Convegno sul Gender

Riceviamo da  Riscossa Cristiana  e invitiamo  tutti a riflettere e a rilanciare. Chi vuole  può leggere  l‘articolo di Lupo Glori, tratto dal sito Corrispondenza Romana,  i dettagli di tutta la faccenda

La legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri. Questa frase, contenuta nel romanzo La Fattoria degli animali, di George Orwell, è sempre più attuale nell’Italia del 2013, specialmente laddove imperano le sinistre, custodi fiere e severe guardiane della libertà e della democrazia.

A Roma comanda il sindaco Ignazio Marino, che con clamorosa fantasia aveva dichiarato: “Sarò il sindaco di tutti i romani”. Guardatevi dai falsi profeti, dai loro frutti li riconoscerete.

Guardiamo i frutti. Per il 3 dicembre era già fissato il Convegno sull’ideologia del gender, organizzato dall’Associazione Famiglia Domani. Analoghi convegni si erano già tenuti, con grande successo, a Verona (21 settembre) e a Milano (24 ottobre).

Il Comune di Roma aveva già assegnato, per lo svolgimento del Convegno, la Sala della Promoteca, dopo la richiesta fatta, secondo tutte le procedure di legge, dalla consigliera Lavinia Mennuni. Due giorni fa, giovedì 14 novembre, il Comune fa all’improvviso retromarcia. Niente sala, scusateci tanto, era già stata assegnata a un convegno sul tema dell’autismo, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità.

Bugiardo. Il signor Sindaco è bugiardo: la concessione della Sala della Promoteca ai disabili è datata 14 novembre, lo stesso giorno in cui è stata ritirata la concessione al Convegno sul gender. Oltre un mese prima la Sala era già stata assegnata all’Associazione Famiglia Domani. La retromarcia del Sindaco ha delle chiare origini: la galassia sinistrorsa che ha fatto dell’omosessualismo ormai il suo proprio delirio sistematizzato si è messa in guardia per il grande successo dei due convegni precedenti, quelli di Verona e Milano. Ma come, questi “omofobi” hanno successo, attirano gente, espongono con chiarezza i loro argomenti: siamo rovinati! Chissà quanto rimmel e fondotinta si sono sciolti per le lacrime che avranno solcato i volti dei “leader” omosessualisti! Tra un gemito e un agitare di borsette sono corsi dal Sindaco: Ignazio, non puoi farci questo! E se lo fai, ti togliamo l’appoggio in Consiglio. Ignazio è scattato sull’attenti, ha preso la propria dignità, l’ha schiacciata ben bene sotto i tacchi e ha fatto come Pinocchio. “La Sala era già assegnata”. Questo sarebbe il sindaco di “tutti i romani”! Che vergogna!

È anche più che lecito un sospetto: tutto era già stabilito. Ossia, prima si concede la sala, sicché gli organizzatori pensano di essere a posto, stampano i manifesti e gli inviti, diramano la notizia, e così via. Poi, a meno di tre settimane di distanza, si ritira la concessione, e così gli organizzatori si trovano nei pasticci: in poco tempo devono reperire un altro locale, devono rifare gli avvisi, affrontare nuove spese. Cosa dite? Che sarebbe un basso giochetto da truffatorelli? Appunto. Proprio per questo pensiamo che sia possibile.

Qui ci limitiamo a ricordare alcune cose:

– A Verona il Sindaco Tosi, dopo aver concesso l’uso del Palazzo della Gran Guardia al Convegno sul gender, ha fatto la stessa concessione, pochi giorni dopo, per un Convegno dei sostenitori della teoria del gender. Possiamo quindi notare che dove comanda la destra si garantisce realmente a tutti la libertà di espressione, mentre dove comanda la sinistra si fanno inaccettabili discriminazioni. Questo è un fatto innegabile.

– Il sindaco Marino è omosessualista convinto, difensore del cosiddetto “matrimonio” tra omosessuali, nonché, ovviamente, dell’adozione di minori da parte di coppie omosessuali. Ha in programma anche l’adozione di quella fiera idiozia che è il registro delle “unioni civili”. Contento lui. Però se pretende di fare il sindaco, deve ricordarsi che è tenuto ad amministrare la città nell’interesse di tutti i cittadini, non solo dei suoi amichetti.

– Il Sindaco Marino fu a suo tempo tra i sostenitori dell’assassinio di Eluana Englaro. Così, tanto perché sia ben chiara la statura morale del personaggio.

di Paolo Deotto

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