13/12/2019

I vescovi tedeschi sempre più gay-friendly

Non è una bella notizia quella che stiamo per riportare: la Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza Episcopale Tedesca ha stabilito, ahinoi, che l’omosessualità è una “normale forma di orientamento sessuale”.

Il 5 dicembre, infatti, il consesso dei vescovi tedeschi ha pubblicato un comunicato stampa che presenterebbe l’esito dei lavori portati avanti consultando “esperti” sul tema “La sessualità dell’uomo: come discuterla dal punto di vista scientifico-teologico, e come valutarla ecclesiasticamente?”

La consulta che ha preso in esame l’argomento comprendeva un gruppo di vescovi, sessuologi, teologi morali, teologi dogmatici e esperti in diritto canonico, si è svolta a Berlino e si è conclusa il 4 dicembre. Ma lascia veramente allibiti la conclusione dei lavori, riportati appunto nel comunicato stampa e che va in una direzione diametralmente opposta rispetto al magistero della Chiesa, vi si legge infatti che «la sessualità umana comprende una dimensione di piacere, di procreazione e di relazioni» e che l’omosessualità sarebbe «normale» quanto l’eterosessualità, per questo nessuna delle due attrazioni sessuali deve essere cambiata.

Parole forti che sembrano smentire quanto è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica sull’omosessualità ovvero che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».

Fortunatamente però, pare che non ci sia stato un accordo pieno su tutto. Ad esempio non ci si è espressi in modo unanime sull’eventuale attualità della condanna del Magistero riguardo l’omosessualità e non si è convenuti nemmeno sulla possibilità di permettere a persone sposate e non, di usare metodi contraccettivi.

Eppure è innegabile che ci sia una generica e diffusa ribellione nella Chiesa tedesca contro la dottrina della Chiesa cattolica in materia sessuale, anche tra i vescovi. Una spia di questo è ad esempio la caparbietà con cui la conferenza episcopale tedesca ha voluto tenere il proprio sinodo, senza il permesso del Vaticano. A questo proposito, è significativo il monito lanciato dal cardinale tedesco Walter Brandmüller, presidente emerito del Pontificio Consiglio per le scienze storiche, il quale va sostenendo ormai da tempo che, se si continua con questa solfa, mettendo in discussione, come se fossero banalità, i dettami della Chiesa in materia di celibato, sacerdozio, omosessualità e matrimonio, si arriverà alla creazione di una sorta di “chiesa nazionale” scissa da Roma che rappresenterà l’inizio della fine della Chiesa tedesca.

 

di Manuela Antonacci
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