05/10/2020 di Manuela Antonacci

I nuovi criteri (LGBT) per poter vincere un Premio Oscar

L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che è un'organizzazione statunitense, nata per sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica nazionale e internazionale, ha annunciato i suoi nuovi standard di inclusione per poter rientrare nella categoria di “miglior film” a partire dal 2024.

Il presidente dell’Academy David Rubin e il CEO dell’Academy Dawn Hudson hanno sottolineato, in una dichiarazione congiunta, come sia necessario “ampliare il nostro sguardo per riflettere la popolazione globale sia nella creazione di film che nel pubblico che li guarda. Crediamo che questi standard di inclusione saranno catalizzatori di un profondo e duraturo cambiamento nella nostra industria”.

Tra i criteri “inclusivi” ce ne sono alcuni che non ci giungono nuovi. Ad esempio che almeno il 30% di tutti gli attori secondari deve provenire da almeno due delle seguenti categorie: donne, gruppo razziale o etnico, LGBTQ, persone con disabilità cognitive o fisiche. Non solo, anche la trama, il tema e la narrazione del film devono essere incentrati su uno di questi gruppi.

Ma non finisce qui, perché verrebbero indicati anche altri criteri per avere dei riconoscimenti: ad esempio, che la società produttrice del film si impegni ad offrire stage e opportunità di formazione e di lavoro ad alcune di queste categorie, tra cui gli LGBT.

Eppure ci risulta davvero difficile credere che gli LGBT appartengano ad una “minoranza” effettivamente vittima di razzismo e di persecuzione, quando invece, molti episodi di cronaca dimostrano il contrario, ovvero che è proprio chi non la pensa come loro ad essere additato e perseguitato e in alcuni casi anche rieducato a dovere.

Inutile dire che, con questi nuovi criteri ancora “più inclusivi”, leggi “gay friendly”, film a tematica omosessualista si moltiplicheranno a dismisura.

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