25/08/2025 di Francesca Romana Poleggi

I legami biologici tra genitori e figli contano

Se non basta il buon senso, la letteratura scientifica dimostra inoppugnabilmente che un padre e una madre uniti in matrimonio (legame stabile ed esclusivo) è la condizione migliore per la crescita di figli sani di mente e di corpo e per il benessere di tutti i membri della famiglia.
Ne abbiamo parlato più volte su questo portale. Chi fosse interessato a una corposa bibliografia  può consultarla nel saggio Per amore dei nostri figli.
 
C'è però un dato da aggiungere a questa considerazione: il dato biologico.
 
Chiariamo subito che qui l'istituto dell'adozione non c'entra niente: abbiamo il massimo rispetto per i genitori adottivi. Quelli che adottano un bambino non per "avere" un figlio, ma per "dare" al figlio un padre e una madre sono persone eroiche che meritano garanzie, incentivi e aiuti e quindi un sistema normativo più snello e umano di quello attualmente in vigore. Gli adottanti sono assolutamente esclusi dalle critiche esposte in questo articolo perché con il loro amore e i loro sacrifici cercano di riparare a un trauma, a una situazione di abbandono o di perdita subita dal bambino e non ne sono assolutamente la causa.
 
Però, la biologia conta. E lo sanno bene proprio gli adottanti che devono di solito mettere in conto le spese per lo psicologo che dovrà aiutare il figlio - specie durante l'adolescenza - a elaborare il lutto dell'abbandono o della morte dei genitori biologici.
 
Perché è oggettivamente riscontrabile il fatto che - mediamente - è diverso il modo in cui gli adulti amano, proteggono e crescono i propri figli naturali o acquisiti.
 
I bambini spingono costantemente le loro madri e i loro padri a investire in loro, proteggerli, nutrirli, ma anche proteggere se stessi, e nessun altro sistema o convivenza riesce - mediamente - a far meglio. Ecco perché, nel corso del tempo e delle culture, questo è stato l'ambiente più sicuro e stabile per la crescita dei bambini. Se i genitori sono quelli biologici lo è di più.
Ridurre questo mistero, il modo in cui creiamo legami, ci affezioniamo, investiamo, ci sacrifichiamo o addirittura moriamo per i nostri figli, a una serie di input economici - come fanno molti -  è sbagliato.
 
Per esempio l'economista Melissa Kearney, nel suo The Two-Parent Privilege cita studi molto rappresentativi  che mostrano che le matrigne investono nella salute dei figliastri meno delle madri biologiche, o che gli adolescenti che hanno visto la madre sposare un patrigno dopo un divorzio hanno avuto esiti comportamentali e sentimentali molto più negativi rispetto agli adolescenti i cui genitori biologici sono rimasti sposati ininterrottamente (pp. 66-67).
Gli psicologi parlano di "effetto Cenerentola" : i  figli non biologici rischiano maltrattamenti e abusi circa cento volte di più rispetto ai bambini che vivono con i genitori genetici.
 
Lungi da noi etichettare i patrigni o le matrigne come cattivi genitori: ma va segnalato che il legame biologico (e le differenze sessuali tra padre e madre) mediamente aiutano a spiegare i vantaggi che offre la famiglia naturale. Vantaggi maggiori rispetto a quelli offerti da chi dà semplicemente "tempo e denaro" ai bambini.
 
La Kearney sottolinea anche l'importanza dei padri: la loro presenza non solo è un grosso valore aggiunto per le singole famiglie, ma per l'intera comunità (quartiere). Non è la stessa cosa con "un secondo adulto qualsiasi". E qui purtroppo la Kearney cede al politicamente corretto e alla teoria della "nessuna differenza", basandosi sui soliti studi effettuati su campioni sottodimensionati, scelti e non randomizzati, con brevi finestre di follow-up, e che prendono per buone le risposte dei genitori stessi (chiedono all'oste com'è il vino). Per approfondire questo punto, si veda qui e qui
 
Affermare che una madre e un padre contano non è bigottismo; è biologia . Dobbiamo avere il coraggio di seguire l'evidenza e non lasciarci intimidire dai media, o dalle lobby quando i dati (e il buon senso) puntano tutti nella stessa direzione.
 
Un figlio ha il diritto legittimo di essere cresciuto dalla propria madre e dal proprio padre: ci pensi bene chi promuove la fecondazione artificiale, l'utero in affitto e la cosiddetta "omogenitorialità". Perché se vogliamo una società più prospera dobbiamo avere famiglie più prospere dobbiamo dire la verità ad alta voce e con chiarezza e progettare politiche, cultura e leggi attorno a essa.
 
 
 
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