30/11/2019

I candidati dem alla Casa Bianca sempre più drammaticamente pro-aborto

La corsa alla Casa Bianca rischia di diventare, da parte dem, sempre più abortista. Per i progressisti, infatti, non basta più essere solamente “pro-choice”, ma bisogna promuovere molto più attivamente quello che definiscono un nuovo “diritto” «umano ed economico» all’interruzione di gravidanza.

Tutti i candidati del Partito Democratico, infatti, intervistati dal New York Times – come riporta anche un articolo di Tempi - sostengono che l’aborto vada finanziato con i soldi dei contribuenti americani e debba godere di copertura sanitaria. Inoltre, molti esponenti dem vorrebbero trasformare le pillole abortive in prodotti da banco e la maggior parte vorrebbe una legge federale che regoli l’aborto a livello statale.

Come se non bastasse, secondo Jacqueline Ayers, vice presidente per le relazioni governative e le politiche pubbliche di Planned Parenthood, occorrono nuovi piani e iniziative per espandere i diritti e l’accesso all’aborto.

Una strategia sempre più drammaticamente abortista, dunque, quella dei democratici statunitensi, che vorrebbero quindi, neanche troppo segretamente: codificare la sentenza Roe v. Wade in legge federale; ad abrogare l’emendamento Hyde che vieta l’utilizzo di fondi federali per finanziare l’aborto a meno che la vita della madre sia in pericolo o la gravidanza sia frutto di stupro o di incesto; mantenere i finanziamenti alle organizzazioni sanitarie che promuovono e praticano le interruzioni di gravidanza; nomineranno solo ed esclusivamente giudici progressisti e quindi pro-choice.

Ed è proprio sui “pro-choice” il nodo cruciale della propaganda abortista dei dem. Sempre più spesso, infatti, si fa leva su questo fantomatico “diritto di scelta” delle donne, tralasciando astutamente il fatto che, se si propone sempre, solo ed esclusivamente l’aborto, proprio le donne non avranno mai una seconda scelta: quella di non abortire. Per non parlare, poi, di chi non può scegliere, ovvero il bambino nel grembo materno. Ecco perché gli abortisti si riempiono la bocca con il concetto di “assistenza sanitaria”, fino ad arrivare a parlare di aborto addirittura come «forza positiva che consente alle donne di controllare la propria vita e aumentare la propria sicurezza economica».

Ma quale elemento positivo c’è nell’uccidere un bambino che sta per nascere? Quale controllo sulla propria vita c’è se l’unica possibilità concessa è solo quella di abortire? Quale sicurezza c’è se si pensa solo all’economia e non all’umanità?

 

di Jacopo Coghe

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