02/05/2022 di Salvatore Tropea

Huggy Wuggy, il pupazzo horror. Cos’è e cosa possono fare i genitori?

Nelle ultime settimane si sta parlando molto, anche con toni allarmanti, del pupazzo Huggy Waggy e del pericolo che può rappresenta per i bambini. Scopriamo cosa rappresenta davvero questo personaggio e perché – e come - i genitori, allarmati, dovrebbero fare attenzione.

Huggy Waggy è il nome del personaggio antagonista del videogioco “Poppy Playtime”, uscito nell’ottobre 2021, disponibile su dispositivi Apple o Android. Si tratta di un videogame “horror escape room”, con una classificazione Pegi 13 (quindi destinato ai maggiori di 13 anni), dove proprio Huggy Wuggy compare all’improvviso e pronuncia frasi e canzoncine inquietanti, che hanno di fatto allarmato molti genitori e adulti. «I denti aguzzi ti lasciano sanguinante (Sharp teeth leave you bloody) / Non chiamarmi mai brutto (Don’t you ever call me ugly /) Abbracciami finché non muori (Hug me ’til you die)» tanto per fare alcuni esempi.

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Da questo personaggio virtuale è nato quindi il giocattolo peluche (di grandi dimensioni) e qui arriviamo alla prima distinzione e precisazione: il peluche non parla né emette suoni o canzoncine. Su questo aspetto i genitori possono tranquillizzarsi, anche se effettivamente i denti aguzzi del peluche non sono proprio così rassicuranti. Il vero problema rimane il videogioco, fruibile da giovani e giovanissimi – e anche dai bambini – attraverso l’app sugli smartphone o attraverso molti video virali su youtube.

Ecco quindi il ruolo fondamentale dei genitori, spaventati dalla diffusione dei filmati sul personaggio e da notizie che arrivano dal Regno Unito, dove in una scuola del Kent, la Deel Parish Primary School, gli insegnanti hanno convocato i genitori degli alunni per avvertirli che molti di loro erano letteralmente terrorizzati da Huggy Wuggy perché altri studenti avevano iniziato ad imitarlo, ripetendo una delle sue frasi: «Abbracciali finché non esalano l’ultimo respiro». Un team di psicologi che ha esaminato il videogame ha dichiarato che l’adrenalina rilasciata per lo spavento può portare i bambini ad avere disturbi del sonno o ansia e in molti hanno chiesto l’inserimento di blocchi o filtri.

E qui “Squid Game” docet. Adulti e genitori, infatti, che non vogliono far accostare i più piccoli con un videogame del genere – così come tanti altri incentrati su horror o violenza – possono proteggere i bambini controllando i contenuti a cui si accostano e, cosa più importante, attivando il Parental Control sui vari dispositivi.

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