17/11/2019

Hilaria Baldwin e il secondo aborto: «Sono sotto shock»

Hilaria Baldwin, moglie dell'attore statunitense Alec Baldwin, ha da poco annunciato su Instagram il suo secondo aborto spontaneo al quarto mese di gravidanza.

Il primo era stato sette mesi prima. "Sono incinta ma il bambino non cresce" aveva rivelato lei la scorsa primavera temendo un aborto, cosa che poi si era davvero verificata.

Il secondo aborto, una bambina, ha gettato la coppia ed i quattro figli completamente allo sconforto; la Baldwin ha infatti dichiarato: "Siamo molto tristi di condividere che oggi abbiamo saputo che il nostro bambino è morto a 4 mesi. Vogliamo che sappiate che anche se non stiamo bene adesso, lo saremo. Siamo così fortunati con i nostri quattro bambini sani, e questo non lo dimenticheremo mai".

Ha poi aggiunto come per lei questa perdita sia stata uno shock, scoperta durante una visita medica. “L’ho detto a Carmen [la figlia maggiore della coppia, di 6 anni] e così lo abbiamo comunicato ad Alec. Credo sia un buon modo di condividerlo anche con voi. Le ho detto che questo bambino non arriverà ma che faremo del nostro meglio per darle una sorellina. Sono devastata. Non me lo aspettavo quando sono stata a fare l’ecografia oggi. Non so cos’altro dire. Sono ancora sotto shock. Per favore, niente paparazzi. Questo è tutto quello che chiedo".

La donna appare distrutta nel suo dolore; un dolore terribile, devastante, perché rappresenta la morte di un figlio. Nonostante il momento tragico, dobbiamo ringraziare la Baldwin perché senza filtri ha ammesso quello che succede in un aborto: la morte di un bambino, la morte di un figlio.

E la portata di questa constatazione ha un'importanza ancora più grande perché viene da una influencer che può aiutare a far riflettere tante persone, tante donne che magari hanno abortito o hanno subito un aborto e sono ancora sotto shock per ciò che è successo.

L'aborto, oltre a privare un bambino del diritto alla vita, uccide interiormente anche la madre, tanto che si parla di "sindrome del post aborto". Se poi una donna soffre così tanto come la Baldwin per un aborto spontaneo, pensiamo che trauma si porterà dietro per tutta la vita una donna che invece decide di uccidere volontariamente il proprio bambino.

Il nostro augurio è che quanto detto dalla Baldwin possa aprire gli occhi a tutti coloro che sono sostenitori dell'aborto e considerano il bambino come un "grumo di cellule".

 

di Chiara Chiessi

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