La libertà di parola è un diritto umano fondamentale, protetto da tutti i principali trattati internazionali sui diritti umani. Allo stesso tempo, è un diritto costantemente - soprattutto nella società attuale - minato da concetti condivisibili ma spesso usati come cavallo di Troia per tappare la bocca a chi la pensa diversamente. Pensiamo, infatti, a categorie volutamente troppo vaghe e indefinite come "incitamento all'odio", "informazione fuorviante" e "disinformazione". Ma non solo. Pensiamo anche - tanto per fare un esempio - all’entrata in vigore del Digital Services Act (DSA), che richiede alle piattaforme online di rimuovere i "contenuti illegali", definiti in senso lato come "tutto ciò che non è conforme alla legge dell'UE o alla legge di uno Stato membro".
Ebbene, si tratta di un esempio lampante di come tutto ciò potrebbe portare - e, in parte, lo sta già facendo - a una vera e propria era della censura in tutta l’Unione Europea e in Occidente. Proprio il DSA, infatti, è stato di recente criticato dal vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, il quale ha affermato che si tratta di uno strumento per «rimuovere i contenuti e controllare la cosiddetta informazione fuorviante» e di «impedire ad un uomo o una donna adulti di accedere ad un'opinione che il governo di turno ritiene informazione fuorviante». Allo stesso modo, il Presidente della Commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti, Brendan Carr, ha denunciato il declino della libertà di parola nel mondo, definendo il DSA incompatibile «con la tradizione americana della libertà di parola».
Ebbene, Pro Vita & Famiglia sta attraversando proprio questo momento, questa tempesta censoria. Censure politiche, persecuzione giudiziaria, gogne mediatiche, attacchi vandalici alla sede, intimidazioni e minacce sui social. Non sono azioni separate: è una precisa strategia di sfiancamento e - per un’associazione come Pro Vita & Famiglia - la libertà d’espressione è come l’aria. E la stanno togliendo.
Ecco perché, per rispondere a questi attacchi, Pro Vita & Famiglia terrà giovedì 28 maggio a Roma - dalle ore 15 alle ore 17 - nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, il convegno dal titolo “Il Grande Bavaglio - Come il politicamente corretto sta sopprimendo la Libertà di Espressione”, con cui verrà denunciata apertamente l'involuzione liberticida del sistema in cui viviamo. (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI)
Il cosiddetto Occidente “patria delle libertà” è un sogno che, forse, è esistito un tempo, ma ora non più, poiché il virus del politicamente corretto sta erodendo la libertà di opinione ed espressione dei cittadini. L'indice delle “opinioni vietate”, infatti, si allunga ogni giorno di più. Pensiamo a Mamma e papà. Vietato! Maschi e femmine? Vietato. Famiglia naturale? Vietato. Dignità umana dell'embrione? Vietato. Libertà educativa? Vietato.
Insomma, siamo davvero nel bel mezzo di un’epoca censoria e, per denunciare tutto questo sistema, abbiamo già avviato - nelle settimane scorse - la Campagna nazionale “E io parlo!”, con affissioni e pubblicità sui giornali. Ora, il salto di livello è proprio questa conferenza, per denunciare un sistema liberticida alla Camera dei Deputati, non un luogo qualsiasi: il cuore della democrazia italiana.
Ci saranno solo 200 posti disponibili, gratuitamente, previa iscrizione (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI)
Il programma della giornata del 28 maggio (dalle ore 15) prevede l’introduzione di Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia, e gli interventi di Jacopo Coghe, Direttore Generale di Pro Vita & Famiglia, che passerà in rassegna la sfilza di censure, insulti, minacce e intimidazioni che fanno della nostra associazione la più attaccata d'Italia e gli altri interventi dell’on. Paolo Inselvini, Eurodeputato di Fratelli d'Italia e membro della Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo; Adina Portaru, avvocato di Alliance for Defending Freedom, network internazionale che difende nei tribunali cittadini processati per i loro valori morali o religiosi; Livia Tossici-Bolt, medico e attivista pro life condannata in UK per aver sostato in silenzio con un cartello davanti a una clinica abortiva; Eva Vlaardingerbroek, avvocato e attivista conservatrice olandese, bandita dal Regno Unito a causa delle sue idee conservatrici; Lorenzo Montanari, vice presidente (affari internazionali) per Americans for Tax Reform. A moderare l’incontro sarà il giornalista e vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo.