06/08/2017

Gli ultimi 12 minuti di Charlie

Il racconto degli ultimi minuti di vita di Charlie è straziante. Noi non abbiamo avuto la forza di parlarne. Un amico, Luca Di Tolve,  ci ha tradotto qualcosa e gli abbiamo chiesto di poter pubblicare il suo post.

Su Avvenire, invece, è apparso in proposito un articolo bellissimo di Assuntina Morresi, che potete leggere qui.

Il 4 agosto il giornale inglese Daily Mail, ha riportato una lunga intervista alla mamma di Charlie Gard.

Bisogna ricordare quali erano i grandi dubbi che hanno spinto il giudice a non dare il permesso di portare Charlie a casa.

Per prima cosa, il ventilatore, diceva il giudice, non sarebbe passato dalla porta di casa, il viaggio fino a casa poi, avrebbe ucciso Charlie (il viaggio, eh!!!) infine il rischio che il respiratore si potesse staccare e far morire il bimbo all’istante.

Invece, i genitori hanno potuto fare una piccola passeggiata nel giardino dell’hospice con il loro bambino nel passeggino e un respiratore portatile, come dimostrano le foto del Daily Mail e questa qui sopra pubblicata da Avvenire.

Il respiratore è stato spento alle ore 15, l’ora dell’Agnello, l’ora della morte di Gesù. Di venerdì.

I genitori avevano il piccolo tra loro. I macchinari sono stati chiusi, lasciando i tubicini nel naso di Charlie. L’infermiera che ha spento il ventilatore, aveva affermato che in pochissimi minuti, 4 o 5, il cuore di Charlie avrebbe smesso di battere.

Invece, 12 minuti di agonia, dodici lunghissimi minuti di sofferenza. Charlie, racconta la mamma, ha guardato i suoi genitori negli occhi, quasi per una supplica, quasi a chiedere di essere aiutato. Chris e Connie hanno avuto il cuore straziato dal dolore.

Chris e Connie, come Maria ai piedi della Croce.

Charlie sarà seppellito con i giocattoli che amava di più, con la famosa scimmietta che spesso il suo papà portava nella tasca della giacca.

Una descrizione lunga e molto cruda, quella che ha fatto il Daily Mail. Ci vuole stomaco per leggerlo tutto. Io mi fermo qui, non riesco e posso andare oltre, a raccontare una simile agonia.

La rabbia mi acceca, nei confronti di molti, giudice, medici, infermieri, certa stampa. Vorrei usare parole dure, molto dure, tanto da poter essere querelato.

Io prego Charlie che da lassù possa darmi, possa darci la forza di perdonare tutti: il giudice. i medici, tutti coloro che lo hanno voluto morto.

Charlie è morto, Charlie è morto come un agnello portato al macello.

Non sappiamo il disegno di Dio su Charlie.

Però sappiamo una cosa: la morte di Charlie non ci ha lasciato indifferenti, ci ha dato la forza di iniziare e continuare una battaglia, affinché non ci siano più dei Charlie. Affinché i bambini inguaribili abbiano il diritto di essere curati.

Charlie sei e rimarrai nei nostri cuori.

Charlie, ora che sei tra gli angeli, prega per noi!

Luca Di Tolve


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