«C’è un drammatico paradosso italiano: ogni giorno 10 persone nel nostro Paese si tolgono la vita, circa 4mila l’anno e nei giovani tra i 15 e i 29 anni è la terza causa di morte, ma mentre la politica si riempie la bocca parlando di prevenzione e di aiuti per impedire atteggiamenti autolesivi e atti suicidari, quella stessa politica – ora anche il centrodestra – spinge sempre di più il fine vita con leggi regionali sul suicidio medicalmente assistito e con una proposta in Senato spacciata per un fantomatico “male minore”». Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
«Lanciamo un appello a tutti i politici, in particolare a chi – come Lega e Forza Italia – negli ultimi giorni ha approvato o proposto leggi in Veneto, Sicilia e Puglia: quest’anno il tema della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio – che ricorre oggi, 10 settembre – è “Cambiare la narrazione del suicidio”. Cari politici, cambiamola ma per davvero! Iniziamo a raccontare ai nostri giovani, ai nostri anziani, ai nostri malati che non esistono vite di Serie A e di Serie B, che la vita è sempre degna di essere vissuta e curata, non solo se è “giovane” e quindi se può ancora “produrre”. Perché cercare di evitare il suicidio di alcuni ma poi favorire quello medicalmente assistito di altri? Così come bisogna prevenire atteggiamenti suicidari, allo stesso modo bisogna rispondere con cure palliative, assistenza, hospice e aiuti concreti per chi è malato, sofferente, anziano o solo. Questa Giornata Mondiale lo insegna: eliminiamo la sofferenza, non il sofferente», conclude Brandi.