30/11/2020 di Luca Marcolivio

Genova, Bertorello (Lega): «Non escludo impegno del Comune contro ddl Zan»

Durante l’ultima campagna elettorale, Pro Vita & Famiglia aveva intervistato Federico Bertorello, candidato al consiglio regionale in Liguria nelle liste della Lega. Bertorello non fu eletto, ma ottenne comunque oltre un migliaio di voti nella circoscrizione di Genova. Giovedì scorso, comunque, il suo impegno politico e amministrativo è stato premiato con l’elezione a presidente del Consiglio Comunale di Genova, dove è stato eletto nel 2017 e dove ricopre l’incarico di consulente per gli affari legali. Per l’occasione Pro Vita & Famiglia ha nuovamente sentito Federico Bertorello, più che mai determinato nelle sue battaglie per le famiglie genovesi e in ambito sociale.

 

Bertorello, quali sfide la attendono in qualità di presidente del Consiglio Comunale?

«Questo ruolo ha una sua peculiarità perché è un ruolo di garanzia, nella gestione dell’aula e del consiglio comunale come istituzione. Però è chiaro che la mia attività politica proseguirà sui temi di cui mi sono sempre occupato, che sono gli stessi che mi spingono a impegnarmi in politica e nell’amministrazione, con sempre maggiore insistenza».

Quali sono le maggiori problematiche in cui si trova Genova al momento?

«È un momento molto difficile, a causa della pandemia da cui speriamo di uscire presto. La mia attività rimane concentrata nell’aiuto alle persone bisognose, che non sono esclusivamente i poveri o senza fissa dimora, che erano in difficoltà già da prima, ma anche – e questo è ciò che mi spaventa di più – i nuovi poveri: i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi che non stanno lavorando da mesi, i loro dipendenti che sono senza stipendio. Per venire incontro a tutte queste categorie, il Comune, pur con le poche risorse che può disporre, ha messo a disposizione i buoni spesa e ha decretato l’esenzione dalle tariffe dei parcheggi nei weekend. Piccoli provvedimenti, che però vanno nella direzione di aiutare i cittadini più in difficoltà: al momento, questa è la nostra priorità».

Tra i “nuovi poveri” figurano anche le famiglie?

«Certamente. Tra coloro che sono rimasti senza lavoro, vi sono padri e madri di famiglia. Penso a tutte le persone che ho visto alla Caritas, alle quali dobbiamo cercare di dare una risposta e un aiuto. Abbiamo tante famiglie numerose in difficoltà e questo è un tema a me carissimo, dal momento in cui sia io che mia moglie veniamo da famiglie d’origine numerose. Il problema è riuscire a sfamare tante bocche in un momento così difficile: credo che i buoni pasto vadano in quella direzione. Un’altra misura adottata dal Comune è la tutela degli over 65, attraverso fasce di rispetto per l’accesso ai supermercati, di concerto con i gruppi della grande distribuzione. Non mi stancherò mai di ringraziare le associazioni di volontariato e del mondo cattolico che stanno facendo i salti mortali per aiutare i più bisognosi, dalle singole parrocchie alla Caritas, fino alle ACLI».

Venendo a un tema di interesse nazionale, qual è la sua opinione sul ddl Zan?

«Ovviamente la mia posizione è fortemente contraria, come del resto sono contrari tutti i gruppi parlamentari e consiliari della Lega a qualsiasi livello nazionale o locale. Non vedo perché se io posso essere criticato come politico o come professionista, non debba avere anch’io il diritto di criticare, ad esempio, il corteo di un’associazione lgbt o, in generale, la cultura gender. In coscienza, ognuno può fare quello che vuole con la propria sessualità, finché non commette reati. Però, dove vogliamo andare a parare con questa legge? Il mondo si è sempre evoluto grazie all’unione di un uomo e una donna, non di due uomini o di due donne… L’omosessualità va rispettata come qualsiasi altro sentimento ma, nel momento in cui viene ostentata – come accade troppo spesso in televisione – essa diventa un modello fuorviante per i nostri figli. Non sono i canoni con cui questo paese, tra tante difficoltà, è stato forgiato e si è evoluto. Per quale motivo offendere un omosessuale dovrebbe essere più grave che offendere un eterosessuale? Credo che, in questo dibattito, anche l’associazionismo cattolico debba avere il coraggio di prendere una posizione netta: finora è stato fin troppo silente».

Avete intenzione di impegnare formalmente la vostra amministrazione contro questo ddl nelle sedi opportune, come già è avvenuto in altri comuni?

«A dire la verità, al momento, non è stato ancora presentato alcun atto o impegno del Comune ma non escludo venga fatto in futuro. Sicuramente, se ci saranno pressioni dalla parte opposta, risponderemo con atti formali che impegnino l’amministrazione a prendere posizione».

 

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