13/09/2019

Genocidio dimenticato negli Usa, quando l'aborto è razzista

Che l’aborto fosse un potente strumento di distruzione di massa si sapeva. Quello che si finge di non sapere, soprattutto tra i suoi promotori, è che l’aborto sia al servizio dell’eugenetica e del razzismo. Lo era alle sue origini e i dati, almeno negli Stati Uniti, dimostrano come lo continui ad essere ancora oggi.

“Il 12 percento della popolazione, infatti, ha il 36 percento degli aborti. È questo un genocidio nero?” Così un articolo recentemente apparso in diverse riviste americane raccontava del folle silenzio dei media statunitensi e delle starlette pro aborto sul più grande scandalo e la più tragica violenza che si sta perpetrando negli Usa.

Il pericolo di un “genocidio nero” ha sempre preoccupato il leader della comunità nera americana, che si sono fortemente opposti al finanziamento dell'aborto da parte dei contribuenti. Molti leader neri come Fannie Lou Hamer, la dottoressa Mildred Jefferson, la dottoressa Dolores Bernadette Grier, la rappresentante dello Iowa June Franklin, Erma Clardy Craven e persino il comico Dick Gregory consideravano l'aborto e il controllo della popolazione come un genocidio mirato contro le loro comunità di colore.

Avevano buone ragioni per crederci. Dopo tutto, la fondatrice di Planned Parenthood Margaret Sanger era un membro della società eugenetica americana e, alle riunioni, avrebbe in passato parlato del Ku Klux Klan, contro gli immigrati e promosso la sterilizzazione forzata di tutti gli “inadatti”. Ma non era solo la Sanger ad avere queste idee, i legami tra la più grande impresa di aborti del mondo Planned Parenthood e l'eugenetica vanno ben oltre il suo fondatore. L'ex presidente di Planned Parenthood, Alan F. Guttmacher, era un ex vicepresidente della società eugenetica. Il sospetto nella comunità nera è sempre rimasto vivo ed i dati ora sembrano confermarlo: l’aborto almeno negli Usa sembrerebbe essere promosso per ridurre la natalità di colore, una vera e propria operazione di sinistra per favorire, con l’eugenetica abortiva, i bianchi. L'aborto è uno strumento di eugenetica che colpisce in modo sproporzionato la comunità nera. E guardando i dati più recenti (2015) dei Centers for Disease Control che mostrano numeri provenienti da 30 aree di segnalazione, è facile capire perché. Nel 2015, il CDC ha riportato un totale di 638.169 aborti totali. Poiché solo 30 aree hanno riportato aborti per razza/etnia, è stato stimato il totale degli aborti moltiplicando gli aborti del CDC per la loro percentuale di aborto per ogni categoria (i totali dell'aborto di CDC sono significativamente inferiori rispetto all'Istituto Guttmacher perché le organizzazioni raccolgono i dati sull'aborto in modo diverso).

Le stime più recenti dei dati dell'Ufficio censimento degli Stati Uniti sulle diverse etnie negli Stati Uniti, dimostrano che : le donne bianche non ispaniche hanno il 36,9% di aborti, quindi 235.484 (stimati) aborti ogni anno; le donne di colore non ispaniche hanno il 36,0% di aborti, ovvero 229.740 (stimati) aborti ogni anno; le donne ispaniche hanno il 18,5% di aborti, per un totale di 118.061 (stimati) aborti ogni anno.

Cosa c'è di così sorprendente in questo? I neri americani rappresentano solo il 12% della popolazione degli Stati Uniti, eppure hanno più di un terzo degli aborti. Nel 2015, sebbene i neri rappresentassero solo il 12% della popolazione degli Stati Uniti, rappresentavano il 36% degli aborti segnalati. Il tasso di “aborto nero” era 3,6 volte superiore al tasso di “aborto bianco” (25,1 v. 6,8) e 2,2 volte superiore al tasso di “aborto ispanico” (25,1 v. 11,2). Più di 629 aborti sono stati fatti ogni giorno sulle donne di colore durante quell'anno. Inoltre, gli aborti nella comunità nera (stimati 229.740) hanno superato le nove principali cause di morte messe insieme (225.955) per i neri americani. In effetti, il numero stimato di aborti neri era 25 volte maggiore degli omicidi commessi su neri americani (229, 740 contro 9.038) nello stesso anno.

 Altro che super machismo di Trump e dei Repubblicani! Di recente, il giudice della Corte Suprema Clarence Thomas ha anche commentato la storia eugenetica di Planned Parenthood, scrivendo: «L'uso dell'aborto per raggiungere obiettivi eugenetici non è semplicemente ipotetico. Le basi per legalizzare l'aborto in America furono poste durante il movimento per il controllo delle nascite all'inizio del XX secolo. Quel movimento si sviluppò accanto al movimento eugenetico americano. E significativamente, la fondatrice di Planned Parenthood Margaret Sanger ha riconosciuto il potenziale eugenico della sua causa». La paladina di sinistra, la prima idilliaca combattete del femminismo di liberazione, oibò, a quanto sembra, era una razzista di destra che si inventò l’aborto come strumento di eugenetica di massa.

 

di Luca Volontè

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